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L’italia che non ti aspetti, a Magliano Sabino c’è un eco-ostello a cinque stelle

Interno Camere Ostello Magliano Sabina

Interno Camere Ostello Magliano Sabina

(Carlo Rebecchi) – Il Lazio, lo vediamo ogni giorno, è paese di contrasti. Mare o montagne, ricchezza o povertà, frittura di pesce o abbacchio. E ancora: amministrazioni comunali fallimentari – il “modello Roma” – ed altre virtuose. Talvolta anche innovative. Chi sapeva per esempio che il comune reatino di Magliano Sabina è il primo, in Italia, per il numero di colonnine di ricarica per veicoli elettrici? E che nell’eco-ostello comunale – ma si potrebbe definirlo albergo, visto che ha sede in un edificio dell’Ottocento perfettamente restaurato e ciascuna delle sedici camere ha un proprio bagno/doccia – il viandante che arriva al volante di un’auto elettrica alloggia gratis? A proposito: ma perché un comune dovrebbe gestire un ostello?
“Per attirare turisti nel nostro territorio. Magliano è ’la porta della Sabina’, qui comincia la strada dell’olio extravergine d’oliva. Qui i turisti trovano spazi ancora incontaminati e specialità gastronomiche locali di tutto rispetto. Roma è a 60 chilometri appena, le più famose città d’arte dell’Umbria e della Toscana sono a un’ora o poco più di macchina. Abbiamo voluto trasformare la sosta a Magliano in un momento di pausa in un paradiso sostenibile. L’energia usata nell’ostello è prodotta dal sole, l’arredo è tutto di riciclo, a disposizione degli ospiti ci sono bici elettriche, chi arriva con un mezzo elettrico è ospitato gratis” spiega il sindaco Alfredo Graziani, che nei prossimi giorni presenterà il suo gioiello alla Fiera del Turismo di Rimini. Biglietto da visita: un filmato di cinque minuti, con inquadrature da favola da una mongolfiera della valle del Tevere, di Magliano e di una sua frazione medievale, Foglia, che figura tra i borghi più belli d’Italia.
Filo-conduttore: la sostenibilità. “L’idea dell’ostello ‘green’ nasce da un progetto di sviluppo della sostenibilità ambientale e della mobilità elettrica che la nostra amministrazione ha avviato da qualche anno – spiega Graziani -. Abbiamo già realizzato una centrale fotovoltaica e un maglianese su 3 (gli abitanti del comune sono 3800) utilizza già energia rinnovabile. Stiamo sostituendo le lampade dell’illuminazione pubblica con altre a led. Distributori automatici ci permettono di consumare meno acqua di prima. Il nostro prossimo scuolabus sarà euro6 e stiamo per fare un bando per cinque mezzi elettrici destinati al trasporto pubblico”. In linea con questa preoccupazione di tutela ambientale l’eco-ostello dispone di un generatore di energia solare, tutti i mobili vengono dal riciclo e le vernici sono tutte naturali.
La struttura, un ex convento di suore costruito su una terrazza naturale che si affaccia su tutta la valle del Tevere tra la Sabina e l’Agro Falisco, è parte di un complesso che comprende anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie e la biblioteca comunale. E come l’arredamento può essere definita “di riciclo”: l’ostello recupera infatti una proprietà comunale in abbandono, acquistata nel 1998 per un miliardo e 100 milioni di lire in vista del Giubileo del 2000 e che, prima dell’iniziativa del sindaco Graziani, era già costata due milioni di euro. Nell’aprile del 2000 – in piena campagna elettorale per le regionali, alla presenza del vescovo, del sindaco e dei candidati del centrosinistra – l’inaugurazione era poi sembrata cosa fatta. Metà dell’edificio e undici camere erano pronte. Il consorzio-pubblico privato che avrebbe dovuto gestirlo non è però mai decollato.
Nel 2002, dopo un nuovo bando andato deserto, l’idea di farne un albergo a 4 stelle. Anche stavolta, di nuovo nel pieno di una campagna elettorale (le comunali del 2004), l’inaugurazione sembrava scontata. Invece nuovo stop, a causa della rottura tra il Comune e la società alberghiera. Nuovo stato di abbandono dell’ex convento, fino all’arrivo – nel 2009 – della nuova amministrazione comunale (una lista civica, dice Graziani, “che si occupa di cose e non di etichette”) e la nascita del progetto di recupero (costato circa 600mila euro) che il sindaco è riuscito a inserire nel piano d’azione europeo del Patto dei sindaci, il SEAP. I primi risultati: da marzo a oggi, senza alcuna campagna pubblicitaria, gli ospiti sono stati 540. Con la partecipazione alla fiera del turismo comincia la “fase due”: quella che dirà se Magliano ha imboccato finalmente la strada giusta.

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