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Perché Renzi spinge il Pd e il paese verso un binario morto

Ma Renzi, dove vuole andare a parare? Non lo capisce più nessuno. Non avrà la statura del grande statista, ma non è uno sprovveduto, e non si può davvero pensare che per puntiglio spinga se stesso, il suo governo, il suo paese a tutta velocità come un binario morto. A Renzi autolesionista non ci crede nessuno. E però come spiegare il pervicace atteggiamento che lo porta verso un unico vicolo cieco? Ha sposato, difeso, sostenuto, si è identificato con un progetto politico senza senso e del quale il paese obiettivamente non ha bisogno. Un progetto che non è poi così rivoluzionario da giustificare sacrifici in termini di vite umane (metaforicamente parlando) così elevati. La riforma costituzionale è un pasticcio, buone magari alcune idee, ma non risolutive nel complesso. Non porta lavoro, questa riforma, non porta ricchezza, divide il paese in due e divide perfino il partito guida. Se pensava che con quelle modifiche costituzionali il suo futuro politico fosse blindato avrebbe dovuto anche mettere in corso che qualcuno avrebbe messo a ferro e a fuoco il paese per impedirgli di portarlo a termine. Ha peccato di orgoglio, di superbia, ha pensato di poter fare e disfare a suo piacimento e non si è reso conto che stava invece da tempo perdendo la presa. All’estero potrà ottenere l’aiuto distratto di Obama, ma in patria il consenso sta franando. Nonostante abbia dato il via ad una campagna per l’occupazione del potere mediatico senza precedenti. Torniamo alla domanda iniziale. Qual è il fine ultimo della strategia di Renzi? E se avesse sbagliato in ogni caso i suoi calcoli? E se facesse pagare il prezzo dei suoi errori agli italiani?

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