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La partita della pace, Maradona, Totti, Ronaldinho. Un gol solidale

È la sera della stelle, delle leggende del calcio ma stavolta tutte vestite con le magliette della solidarietà. L’Olimpico di Roma per una notte si trasforma in una grande cassa di risonanza sociale e interreligiosa per accogliere l’invito di Papa Francesco che 2 anni dopo l’ultimo appuntamento ha dato il là ad una nuova grande kermesse nel nome della Pace, della comunanza, per raccogliere fondi a sostegno dei programmi educativi e sociali di Fondazione Scholas Occurrentes, UNITALSI, CSI Centro Sportivo Italiano e Comunità Amore e Libertà Onlus. Ma che stasera è servito anche a sostenere le popolazioni di Amatrice colpite dal sisma. Anche se l’Olimpico per la verità ha accolto solo in parte l’invito del Papa, con meno di 10mila spettatori. Oltre a Papa Francesco, vero e proprio padrone di casa anche se distante qualche chilometro, tanti i campioni che hanno preso parte alla serata benefica. Su tutti Diego Armando Maradona (che alla fine si è lamentato della scarsa affluenza «Chi non è venuto non sa cosa si è perso, eppure lo sapevano tutti…») e poi Ronaldinho, Roberto Carlos, Aldair, Cafù, Claudio Lopez, Crespo, Zambrotta, Rui Costa, Veron, tanto per citarne alcuni agli ordini di Fabio Capello e Aitor Karanka, tutta gente che ha fatto e ricamato la storia del calcio, accompagnati in campo anche da gente che ancora la fa: su tutti Francesco Totti, che prima del fischio di inizio ha palleggiato sul prato col ‘Pibe de orò e il figlio Cristian. Il calcio per una sera resta sullo sfondo, scorrono i ricordi, le giocate memorabili di questi monumenti della storia del pallone che grazie all’iniziativa ‘Uniti per la Pacè diventano per qualche ora un grande assist per tutti i giovani del mondo e che in Italia servirà anche a sostenere le sfortunate popolazioni terremotate. Giocatori cattolici, ebrei e musulmani per una sera tutti insieme all’Olimpico per dimostrare che la pace – nonostante quello che accade ogni giorno in tante parti del mondo – è possibile. Ma a volte anche quello che sembra impossibile accade: è il caso del pacifico invasore solitario e dell’assurdo battibecco Maradona-Veron a fine primo tempo, forse scoria del tempo che fu. È finita 4-3 per i Bianchi di Karanka e Ronaldinho contro i Blu di Capello, Maradona, Totti e Totò Di Natale, ma questa è solo la cronaca sportiva spicciola, per il resto è stata una festa come voleva il Papa, alla presenza del «Più grande di sempre» – e che ha inizio partita ha offerto la fascia a Totti («Questa è casa tua») che però l’ha subito restituita con riverenza («No, sei tu il capitano») e di altre leggende del passato. È stata anche l’occasione per vedere insieme il ‘Pibe de Orò e il Re di Roma, visto che giusto due anni fa si sfiorarono solo («Stasera ci sono tanti n.10 ma ci manca Totti», lo onorò Maradona). Davanti a qualche bandiera del Vaticano, Iran, Palestina, Argentina e Italia, una accanto all’altra sugli spalti, Maradona (osannato dagli salti con cori e applausi) ha giocato per tutti e 90′, mentre il capitano giallorosso ha dovuto ovviamente lasciare il campo dopo 45’ per forza maggiore (il San Paolo incalza), non senza l’immancabile battuta: «Ora che ho giocato con Maradona posso anche smettere». C’é chi è rimasto in giacca e cravatta a bordo campo e chi in panchina, mentre tanti papà sugli spalti spiegavano ai loro figli (a proposito, in campo nel secondo tempo anche Diego jr) chi mai fosse stato un tempo quel signore oggi tanto in carne e che trotterella sul prato, e cosa fosse in grado di fare palla al piede. «Diego è il calcio, va osannato e basta», lo benedice Totti nel prepartita, ricambiando le parole al sollucchero spese dall’argentino sul suo conto («Per fare Totti non bastano 40 giocatori di Serie A»). L’All Star della Pace finisce qui. La cronaca racconta di un 4-3 per i Bianchi di Ronaldinho, Cafù, Aldair, andati a segno con Kanoutè, Bojan, Crespo e Cavenaghi (per i Blu Di Natale, Totti e Burdisso), di qualche palo, di corse affannose, ma il tabellino narrerà soprattutto e per molto tempo ancora di tanto altro: di solidarietà, altruismo, fratellanza, pace, i veri vincitori della notte romana.

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