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BASKET IN CARROZZINA/ Il “nuovo” S.Lucia chiede aiuto alle stelle della Roma

115744243-246b4ea2-6492-461f-885f-1d992324490dAlla fine le provano tutte per sopravvivere. Difficile essere proprietari di una squadra di basket in carrozzina, essere competitivi sul campo ed essere autonomi finanziariamente. Lo storico club di via Ardeatina ce la mette tutta, i fondi raccolti servono per stare in partita, non bastano per arrivare alla fine del campionato. Ventun 21 scudetti, 12 Coppa Italia e 3 Coppa Campioni in bacheca, avventura finita a maggio per mancanza di fondi. E’ andata diversamente perché l’ex presidente Amadio ha ceduto le quote della società ai giocatori, alla bandiera Giulio Sanna (il nuovo presidente) e al capitano Matteo Cavagnini. Che sono riusciti a iscrivere la squadra al massimo campionato grazie a un piccolo circuito solidale messo in piedi tramite le loro conoscenze. «Il primo a chiamarci è stato il presidente Malagò: ci ha fatto sentire tutta la sua vicinanza», ha detto Cavagnini durante la presentazione della nuova stagione ieri sul campo di Via Ardeatina (concesso per gli allenamenti e le gare ufficiali a tempo determinato). E ora il capitano lancia un appello: «Il 29 ottobre, in occasione della prima gara di campionato in casa, invitiamo Totti, Florenzi e De Rossi perché loro rappresentano la romanità. Sarebbe bello averli un giorno con noi, anche per un allenamento, tenendo ovviamente conto dei loro impegni». Per arrivare in fondo al campionato servono almeno 200.000 euro (l’anno scorso il budget era di mezzo milione). Ci sono delle piccole trattative chiuse e altre in corso con degli sponsor ma si è lontanissimi dall’obiettivo. I costi di gestione sono la parte più consistente perché le trasferte vanno da Varese a Padova, da Bergamo e Giulianova (la più vicina). Il Santa Lucia ha anche lanciato una raccolta fondi attraverso l’hastag #bellicarichi e il sito www.retedeldono.it. La missione, al di là delle problematiche finanziarie (tra l’altro mancano venti palloni), è la salvezza. Del roster dell’anno scorso sono rimasti solo cinque elementi: oltre a Sanna e Cavagnini, Giulia Saba, Christian Fares e Marco Stupenengo. Nel ruolo di coach Fabio Castellucci, ex Lazio, che ha rifiutato diverse offerte perché «è come ricevere la chiamata del Real Madrid, non potevo dire di no a Santa Lucia». In squadra tantissimi giovani, arrivati dalle serie minori per affermarsi. «Il nostro imperativo è trasmettere ai nuovi ragazzi i valori che ci hanno permesso di vincere tutto – chiude Cavagnini – Del resto, vince solo chi non smette di sognare».

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