| categoria: spettacoli & gossip

CINEMA/ Festa di Roma al via con Tom Hanks

untitledAl via ieri sera l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà fino a domenica 23 con la direzione artistica di Antonio Monda, prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma, presieduta da Piera Detassis. L’Auditorium Parco della Musica sarà il fulcro dell’evento, con le sue sale di proiezione e il red carpet. Come ogni anno, la Festa coinvolgerà numerosi altri luoghi della Capitale, dal centro alla periferia. Alle 17.30, presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, Tom Hanks è stato protagonista di un Incontro ravvicinato con il pubblico, nel corso del quale sono state mostrate sequenze dei suoi film e la clip di una pellicola particolarmente amata da Hanks. Al termine, l’attore statunitense vincitore di due Oscar per ‘Philadelphia’ e ‘Forrest Gump’, protagonista di tre decenni di grande cinema e di film di straordinario successo come ‘Salvate il soldato Ryan’, ‘Cast Away’, ‘Apollo 13’, ‘Il codice da Vinci’ fino a ‘Il ponte delle spie’, ha ricevuto il Premio alla Carriera. “Ciò che più conta nel cinema è la longevità, la lunga via per raggiungere il successo. Bisogna essere sempre pronti a cambiare, a inseguire un’idea, per non doversi tirare indietro quando ti propongono un ruolo importante. Per quanto riguarda la retrospettiva su di me, inaugurata qui a Roma, posso solo dire che il passato ritorna e che i miei film li ho rivisti di recente: sono sempre uguali”. Se la ride Tom Hanks, il primo divo americano ospite dell’XI Festa del Cinema di Roma, e parla anche di politica: “Ogni quattro anni negli States arriva il circo, ogni quattro anni decidiamo chi deve essere il nostro prossimo leader. Il futuro è misterioso, incerto e ci troviamo davanti a un bivio. Non abbiamo mai avuto un candidato repubblicano così autoreferenziale e pieno di idee assurde come Donald Trump. Nella Storia, c’è sempre stato un personaggio che gli somigliasse, ma non lo abbiamo mai scelto per la presidenza. Non l’abbiamo mai fatto e non lo faremo adesso”.

Dalle presidenziali al cinema, Tom Hanks si racconta: “È sempre difficile rifiutare un ruolo, ma i miei personaggi li scelgo d’istinto. Accettare significa guadagnare, girare il mondo e conoscere persone nuove, quindi è più facile. Quando leggo una sceneggiatura che mi piace, scatta una sorta di egoismo: in questo film devo esserci io e nessun altro”. E come dargli torto, specialmente quando si riferisce a Forrest Gump o al più recente Il ponte delle spie. Nella sua carriera, ha interpretato pochissime volte il ruolo del cattivo . “Io come attore non accetto la parte del villain classico. Mi piacciono i film in cui la nemesi dell’eroe ha un ruolo di spessore e riesce a bucare lo schermo. L’antagonista di solito è un archetipo senza originalità. Non rifiuto a priori, ma ci deve essere una costruzione del personaggio degna di nota”.

Tom Hanks ha lavorato con Steven Spielberg per quattro volte e sembra che il capitano John Miller gli sia rimasto nel cuore: “Era un uomo terrorizzato, che combatteva in un inferno. Tanti sarebbero morti al suo posto. Non sapeva neanche cosa lo aspettava”. Poi passa a Prova a prendermi: “Io interpretavo lo Javert della situazione e Leonardo DiCaprio era una specie di Jean Valjean. Nel tempo molti agenti dell’Fbi mi hanno detto di aver amato il mio personaggio”. Anche The Terminal non può mancare: “L’idea era quella di rendere omaggio a mio suocero, che è scappato dalla Bulgaria perché pensava che l’America fosse il più grande Paese al mondo. Si è comprato una casa con le mance che prendeva facendo il barista”. E infine la carrellata si conclude con Il ponte delle spie: “Abbiamo voluto esaminare la storia del comunismo nell’Unione Sovietica. Quando ero un ragazzo, ero convinto che fossero i nemici. In questo film c’è una grande moralità. La vita è una serie interminabile di eventi e in qualche modo bisogna rimanere a galla”.

A Tom Hanks non manca il senso dell’umorismo e viene fuori anche il lato umano del divo. “Sono un nonno, ma i miei nipotini non hanno idea di come mi guadagni da vivere. Forse mi hanno riconosciuto in Toy Story. In questo momento preferirei stare con loro, perché sono molto più divertenti di Fellini (ride)”.
Alle 19.30, la sala Sinopoli ha ospitato il film d’apertura dell’undicesima edizione della Festa del Cinema, ‘Moonlight’ di Barry Jenkins, una riflessione intensa e poetica sull’identità, il senso di appartenenza, la famiglia, l’amicizia e l’amore. Il film racconta la vita di un ragazzo di colore, dall’infanzia all’età adulta, che lotta per trovare il suo posto nel mondo, dopo essere cresciuto in un quartiere malfamato alla periferia di Miami. La pellicola è diretta e co-sceneggiata da Barry Jenkins al suo secondo lungometraggio dopo Medicine for Melancholy, dramma romantico nominato per tre Indipendent Spirit Awards. Sul red carpet della Festa, alle 19, i due protagonisti di ‘Moonlight’, Ashton Sanders e Jharrel Jerome. Alle 21.30 presso la Mazda Cinema Hall, la Festa del Cinema di Roma, in collaborazione con Warner Bros. Pictures, ha ospitato la diretta live del fan event globale ‘Animali Fantastici: Ritorno al magico mondo di J.K. Rowling’. In attesa dell’uscita in sala del film ‘Animali Fantastici e Dove Trovarli’ di David Yates, e in contemporanea nelle principali città di tutto il mondo, il pubblico ha assistito in anteprima ad alcune scene del film e rivolgere domande in diretta ai membri del cast.

Ti potrebbero interessare anche:

Oscar, in gara Sorrentino
SANREMO/ Crozza
Brignano va a San Remo e salta lo show a Roma. Gli spettatori chiamano i carabinieri
Rissa con il vicino di casa per la musica troppo alta, Fedez in ospedale
CINEMA/ Santamaria, da supereroe a disabile rapinatore
Sanremo, Zucchero emoziona con il duetto virtuale con Pavarotti. Ospite anche Alvaro Soler



wordpress stat