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Via libera alla manovra 2017, soldi per tutti

150911982-da840a3e-1c85-4e03-9067-081178262864La Finanziaria vale 24,5 miliardi. Le slide di Renzi: “2 miliardi in più alla Sanità, 7 miliardi per le pensioni”. Via libera anche al decreto che chiude Equitalia: “Porterà 4 miliardi”. Confermata la stima di crescita al +1% per il 2017, il deficit/Pil fissato al 2,3%

Crescita dei fondi per la Sanità a quota 113 miliardi, sette miliardi per il pacchetto pensionistico, chiusura di Equitalia e risorse “avanzate” dal 2016 girate al Fondo di garanzia per le Pmi. E’ durato un’ora il Consiglio dei Ministri che ha licenziato la legge di Bilancio per il 2017. Uno snodo decisivo per definire le misure economiche del prossimo anno e determinare i parametri dei conti pubblici, che dovranno passare sotto la lente di Bruxelles per l’approvazione dell’Unione europea.

Il premier Matteo Renzi ha specificato in conferenza stampa che il governo ha dato il via libera anche al decreto legge che riguarda l’abolizione di Equitalia e lanciato #passodopopasso, ripecorrendo le tappe che hanno portato alla “quarta Manovra che presentiamo”.

Tornando all’uso delle slide, il premier ha fatto riferimento per primo al pacchetto “competitività” che riguarda “20 miliardi di fondi nei prossimi anni” e “va di pari passo con l’equità”. I cardini sono il piano Industria 4.0 e il superammortamento per chi investe in macchinari e beni strumentali (140%), che sale al 200% per chi investe in tecnologie. “Diciamo agli imprenditori: noi vi diamo gli incentivi, ora tocca a voi mettere i soldi nel Paese”, ha detto Renzi.

Nel decreto legge su Equitalia, licenziato insieme alla Finanziaria, il governo ha ripartito i Fondi a disposizione della Presidenza del consiglio a favore delle “Pmi che non riescono ad avere accesso al credito”, ha rimarcato ancora Renzi. A disposizione c’è dunque 1 miliardo sul Fondo di garanzia dedicato alle Piccole e medie imprese.

E’ stato per primo il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ad annunciare che il Fondo per la Sanità avrà 2 miliardi in più e, come ha confermato la collega Lorenzin, si porta a 113 miliardi (112 miliardi più 1 per assunzioni e vaccini), scongiurando tagli paventati alla vigilia. D’altra parte, il capitolo delle coperture della manovra è rilevante e servono oltre 15 miliardi solo per disinnescare le clausole di salvaguardia ereditate dal passato.

Per quanto riguarda le tasse, di nuovo il premier ha ricordato che l’Ires scende al 24% (dal 27,5% precedente), mentre per i contribuenti quali piccoli negozianti e artigiani c’è la possibilità di accedere ad una tassazione (Iri) al 24% invece della tradizionale Irpef con le aliquote che arrivano fino al 43%.

Sul versante pensionistico, lo stanziamento annunciato è di 7 miliardi sul triennio (1,9 miliardi per il 2017, erano attesi 6 miliardi in tutto) e portano a confermare l’intervento sulla quattordicesima per le pensioni basse e all’ormai celebre Ape, l’anticipo pensionistico: “Andare in pensione un anno prima significa rinunciare a poco meno del 5% del proprio stipendio”, ha sintetizzato il premier. Come spiegato nei giorni scorsi ai sindacati, l’Ape prevede infatti – nella versione volontaria – una rata di rimborso del 4,5-5% per ogni anno di anticipo dell’uscita dal lavoro e sarà possibile a partire da 63 anni d’età. Per accedere all’Ape agevolata bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi.

In campo sociale, per il contrasto alla povertà sono attesi 500 milioni in più dai risparmi istituzionali, cui si affianca un pacchetto da 600 milioni per la famiglia. Per Casa Italia e la messa in sicurezza post-sismica si confermano 4,5 miliardi di stanziamenti nei prossimi anni. Confermate le proroghe delle detrazioni per i lavori di ristrutturazione (estesi agli alberghi) e degli ecobonus, con 3 miliardi di interventi, per gli investimenti pubblici le slide del governo indicano una crescita di 12 miliardi in tre anni (2, 4 e 6 miliardi tra 2017 e 2019).

Nel pubblico impiego, si prevedono 1,9 miliardi per rinnovo dei contratti e il comparto di Polizia e Forze armate. Per i sindaci che accolgono verrò “riconosciuto un contributo specifico per migrante che permetterà di dimostrare che lo Stato è riconoscente a quelle comunità: 500 euro a migrante, una tantum”. Ultima voce annunciata, 3 miliardi per gli enti territoriali.
Renzi è poi passato ad elencare le voci di copertura: ha fatto riferimento ai risparmi conseguiti dalla centrale unica degli acquisti (la Consip), a 2 miliardi dalla voluntary disclosure e a 4 miliardi dalla chiusura di Equitalia (“che è arrivata ad essere vessatoria per i cittadini”) e dalla proposta di nuove forme di adesione a piani di rientro del debito per i cittadini esposti.

Sulla Manovra pende la spada di Damocle della trattativa con la Commissione europea per ricevere un ulteriore spazio di deficit/Pil: nella recente nota d’aggiornamento del Documento di economia e finanza, il governo ha scritto un obiettivo del 2% per il 2017, ma ha chiesto e ottenuto dal Parlamento il mandato per spingersi fino al 2,4%. Alla fine, nella legge di Bilancio ha messo nero su bianco il 2,3%. A scaldare le giornate di vigilia c’è poi stata la contrapposizione con l’Upb, l’Autorità sui conti pubblici, che ha criticato la stima di una crescita dell’1% per il prossimo anno, che il governo invece ritiene di poter raggiungere alla luce dei provvedimenti che introdurrà con la stessa Finanziaria. La posizione del governo è stata confermata nella Manovra, ma Renzi ha rimarcato: “Siamo convinti che sarà superiore”.

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