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FI/ Il “ritorno” a Roma di Berlusconi, tra impegni politici e caso Ruby

Il ritorno di Silvio Berlusconi a Roma dopo oltre 4 mesi di assenza per motivi di salute è segnato dal vertice con gli alleati Matteo Salvini-Giorgia Meloni sul referendum e il futuro del centrodestra, ma soprattutto dai processi ancora pendenti, a cominciare dal Ruby ter. Quando da Milano arriva la notizia del rinvio a giudizio di Karima El Mahroug e altre 22 persone (tra cui l’ex avvocato della giovane marocchina Luca Giuliante, il giornalista Carlo Rossella, la senatrice di Fi Mariarosaria Rossi e parecchie ragazze) protagoniste delle feste ad Arcore, il Cav è a palazzo Grazioli con il suo avvocato Niccolò Ghedini. Arrivato ieri sera nella Capitale con la compagna Francesca Pascale, l’ex premier oggi ha ricevuto anche Gianni Letta e in cantiere avrebbe altre interviste sulla campagna referendaria dopo quella di ieri a Canale 5. L’ultimo filone dell’inchiesta sulle olgettine è corposo, con 45 faldoni: nessuno pensava che ci fosse un proscioglimento già in udienza preliminare. Tant’è che Paola Boccardi, legale di Ruby, dice ai giornalisti: «Il rinvio a giudizio era atteso e automatico». Anche la difesa dell’ex premier si aspettava questo verdetto e, non a caso, aveva ottenuto il 3 ottobre scorso lo stralcio della posizione di Berlusconi (attraverso l’istanza di legittimo impedimento per ragioni di salute) e il conseguente rinvio dell’udienza preliminare al 15 dicembre. Il leader azzurro è accusato di aver pagato le sue ‘ospitì in cambio del loro silenzio sulle serate a Villa San Martino. Dopo il rinvio di oggi, il prossimo 11 gennaio inizierà davanti alla decima sezione penale del Tribunale milanese il dibattimento per ‘Rubacuorì, la fedelissima di Arcore ed ex tesoriera forzista Rossi e gli altri imputati accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Secondo la Procura, gli imputati avrebbero mentito o tenuto una posizione reticente nell’ambito del primo processo sul caso Ruby che si è celebrato per Berlusconi (è stato assolto in via definitiva nel marzo 2015) e, in un procedimento parallelo, per Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. In più, sempre secondo la procura di Milano, molti degli indagati sarebbero stati ricompensati con denaro e regali per il ‘silenziò. Grazie ai suoi avvocati Ghedini e Francesco Sisto, Berlusconi ha ottenuto per motivi di salute (era negli Usa al momento dell’istanza di legittimo impedimento) anche il rinvio al 30 gennaio 2017 dell’udienza preliminare a carico suo e di Valter Lavitola nell’ambito del processo sulle presunte escort portate dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini nelle residenze dell’allora premier (Arcore e Villa La Certosa) tra il 2008 e il 2009.

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