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Riapre il Luna Park Eur. Ma forse è “abusivo”

luneur-0110Luna Park Eur, prima delle luci e delle giostre si accende la bufera urbanistica. E l’inaugurazione prevista per la fine del mese rischia di slittare perché c’è il sospetto che il “quartierino del divertimento per famiglie” in via di ultimazione sulla collina delle Tre Fontane, stia sorgendo grazie ad un abuso urbanistico. Lo sospetta il Municipio e lo sospettano i Vigili Urbani che nella mattinata di mercoledì 19 ottobre hanno sequestrato circa 1400 metri quadri sui quali “erano presenti manufatti senza titolo autorizzativo”.
Da una serie di riunioni della commissione Urbanistica del Municipio Roma IX, sarebbe emerso che per realizzare le cosiddette cubature commerciali, siano stati calcolati come opere preesistenti i bagni e i vecchi casotti del tiro al bersaglio, strutture posticce, mai condonate ma “asseverate” dal Comune di Roma in funzione di una vecchia Dichiarazione di inizio lavori. Per togliere il velo su una serie di sospetti che partono da una denuncia per abuso edilizio, il Municipio Eur ha approfondito e ricostruito l’intero fascicolo autorizzativo con tre riunioni, durante le quali è emerso che l’intera documentazione è carente. E così il presidente Dario D’Innocenti ha scritto al sindaco Virginia Raggi, all’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini e all’Avvocatura Comunale chiedendo di accedere all’eventuale carteggio non disponibile nel Municipio ma eventualmente presente in Comune per far luce sul fatto che l’unica autorizzazione esistente risale al 2003 ed è relativa a una conferenza dei servizi per la costruzione di una sala cinematografica.

Ma il presidente del Municipio avrebbe assunto una posizione prudente, omettendo di inserire nella lettera la richiesta di procedere “a inviare la notizia di reato all’autorità Giudiziaria qualora fossero riscontrate anomalie”.

Il progetto presentato da Luneur Park spa prevede la demolizione e ricostruzione di 23 mila metri cubi di edificazione, destinati ad uso commerciale, su un’area di 6 ettari destinati a parco e un tempo erano state realizzate le giostre e le baracche amovibili poi cancellate con la chiusura del parco. Su sollecitazione di un’associazione di commercianti che teme un danno dal nuovo Lunapark, la Commissione Urbanistica municipale, presieduta da Paolo Mancuso convoca nel mese di settembre ben 3 sedute durante le quali passa ai “raggi x” l’intero fascicolo con le autorizzazioni urbanistiche e recepisce una nota degli Uffici Tecnici con la quale viene messo nero su bianco “l’inesistenza di titoli autorizzativi alla data del 30 luglio 2008”. Dunque, secondo i tecnici municipali le cubature richieste e in via di ultimazione, sarebbero state realizzate con uno stratagemma e cioè indicando come edifici preesistenti bagni e box del tiro a segno che dovrebbero diventare locali commerciali. Ma visto che nelle carte non c’è alcuna certezza, spediscono tutto al Dipartimento Urbanistica del Comune chiedendo se in qualche cassetto sono rimasti documenti che testimoniano la regolarità delle opere “ante” e la conseguente liceità della trasformazione in corso di ultimazione. Insomma, il Municipio vuole sapere se quelle cubature del Lunpark sono reali e quindi sanate da qualche condono, oppure sono “finte”.
Come prima risposta il Dipartimento ha inviato i vigili che hanno proceduto ad un sequestro dell’ara “incriminata” ma a giorni dovrebbero chiarire se le opere del nuovo Luneur sono regolari o abusive. E questo una volta per tutte.

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