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TERREMOTO/ Testimoni, non riuscivamo a stare in piedi

«Tremavano le mura, le finestre, il soffitto, non si riusciva neanche a stare in piedi». Così Umberto Conversano, il proprietario del ristorane Kilometro Zero di Visso, racconta la scossa di terremoto che dopo le 21 ha colpito il centro Italia. La maggior parte della gente del Paese era già in strada: la scossa di due ore prima aveva spinto tutti fuori dalle case e dai negozi. E così quando è arrivata l’altra scossa, la maggior parte era già al sicuro. Umberto era invece nel ristorante, una costruzione in piano che, lui dice, è sicura: «ma nonostante questo è stato un incubo. Non riuscivamo neanche ad arrivare alla porta, ci tenevamo per mano con mia moglie e tutto intorno a noi si muoveva». Marco, invece, era nella piazza principale di Visso: dopo la scossa delle sette era andato a cena e stava per mettersi in macchina per rientrare a Roma. «Vedevo tutto che crollava intorno a me – ha spiegato – sembrava di vedere un film, si è alzato un enorme polverone e non si capiva assolutamente niente. Sono salito in macchina per scappare, ma mi sono dovuto fermare. L’auto non riusciva ad andare dritta».

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