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Pd, la prossima settimana la “Leopolda del sì” a Firenze

Ovviamente sarà la Leopolda del Sì. Inteso al referendum. Ruota attorno a questo obiettivo tutta l’organizzazione della kermesse renziana, dal 4 al 6 novembre a Firenze, arrivata alla settima edizione. Un mese esatto alla consultazione del 4 dicembre. Ancora molti dettagli sono da definire visto che la macchina del Pd si è concentrata nelle ultime settimane nella organizzazione della manifestazione di ieri a piazza del Popolo. Ma l’asse portante della Leopolda 7 è già deciso e sarà appunto quello del Sì al referendum. E, a quanto si spiega, c’è l’idea di puntare, tra l’altro, su tutti i Sì ottenuti dalle generazione leopoldina. Le proposte insomma diventate legge, dall’omicidio stradale fino alla stretta attualità con la ‘rottamazionè di Equitalia. Un altro dettaglio già definito è quello di dare spazio nella tre giorni fiorentina all’anniversario dell’alluvione del 1966 con la presenza dei ragazzi che, 50 anni fa, volontari salvarono le opere d’arte dalla distruzione. Gli ‘angeli del fangò. «Firenze -ha detto il sindaco Dario Nardella- si animerà e il popolo della Leopolda si abbraccerà con quello degli ‘Angeli del fangò. Penso sia una bellissima immagine». Tra i ragazzi del ’66 c’era anche un giovane Pier Luigi Bersani che, però, come ha già messo in chiaro non andrà alla Leopolda. «No, no, no», ha risposto l’ex-segretario nei giorni scorsi. Questi i punti fermi. Su tutto il resto c’è ancora molto da definire. Non è stato neanche deciso se confermare i tavoli tematici, formula standard delle passate edizione della Leopolda. Se si faranno, comunque, i tavoli di discussione ospiteranno in maggioranza le tematiche legate alla riforma costituzionale, accogliendo, come relatori, i giuristi, professori ordinari e ricercatori che si sono espressi pubblicamente in favore del Sì da Stefano Ceccanti, a Francesco Clementi, Salvatore Vassallo, Guido Tabellini. Da definire anche la presenza di ospiti vip. Negli scorsi giorni sono circolati i nomi di Roberto Benigni, Gigi Buffon, Samantha Cristoforetti. Tutti da confermare. Potrebbe partecipare anche il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, che Renzi ha portato nella delegazione, anche con Benigni, alla cena di stato alla Casa Bianca da Barack Obama. Oltre a Nicolini dovrebbero essere presenti anche i tanti sindaci per il Sì già in campo per la campagna referendaria a partire dal primo cittadino di Milano, Beppe Sala, fino al pesarese Matteo Ricci. Non è esclusa anche la partecipazione del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, esponente di Sel ma sostenitore, al contrario dei colleghi, del dialogo con il Pd. A differenza di Sinistra Italiana attestata decisamente sul No, Zedda ha fatto sapere di non essere così convinto delle ragioni contrarie alla riforma. «Sono in difficoltà, è una riforma complessa» con aspetti positivi e altri negativi e, ha detto Zedda nei giorni scorsi, «temo anche il possibile caos dopo il voto. Fa bene Renzi a smorzare i toni, non deve essere un referendum pro o contro il governo». E anche quest’anno non mancheranno le contestazioni fuori della Leopolda. Due anni fa fu la volta delle proteste per il Jobs Act e lo scorso anno la più delicata vicenda i Banca Etruria che si scatenò proprio alla vigilia della kermesse con la storica ‘ madrinà Maria Elena Boschi che ritardò di un giorno l’arrivo a Firenze. Quest’anno, per l’edizione del Sì al referendum, fuori ci saranno quelli del No. Nelle scorse settimane si sono già dati appuntamento i movimenti della sinistra radicale sul fronte del No alla riforma, a cui aderiscono anche i NoTav. «Portiamo la voce di chi dice No -si legge in un comunicato- all’annuale appuntamento della Leopolda, la Leopolda per il Sì, passerella e vetrina di Renzi e del governo verso il voto, è stata assunta con entusiasmo dall’assemblea che ha sottolineato la rilevanza e l’importanza che una tappa come questa può rivestire nel percorso di avvicinamento al voto».

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