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E se Renzi sfruttasse il terremoto per far slittare il referendum?

E se Renzi sfruttasse l’onda del terremoto per far slittare il referendum? Un provvedimento di urgenza in questo senso, un rinvio al 2017 per ragioni obiettivamente tecniche potrebbe essere contestato? Il terreno è scivoloso. Il premier ha tutti comunque addosso, qualunque mossa compia. I sondaggi parlano chiaro, il “no” è avanti, la adunata a Piazza del Popolo non è stata oceanica, gli umori non sono buoni. L’Italia non può permettersi di andare allo sbando e poi c’è la responsabilità morale e politica di quella grossa fetta di centro-Italia devastata. Matteo Renzi ha chiesto a tutti i partiti di opposizione di non dividersi e di collaborare, quale migliore forma di collaborazione potrebbe essere una tregua, la sospensione delle ostilità? Congelare la situazione converrebbe a tutti, e prima di tutti a lui. Certo non la passerebbe liscia, una simile decisione sarebbe destinata a scatenare moltissime polemiche politiche: ma vista l’emergenza continua del sisma, alla fine potrebbe mettere tutti a tacere. E potrebbe impegnarsi nella gestione degli effetti del terremoto. Seguendo l’esempio di Berlusconi con l’Aquila ma senza commettere gli errori che vennero compiuti allora. Se Renzi vincesse questa sfida, si dimostrasse convincente, gli italiani dimenticherebbero forse altre cose.

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