| categoria: primo piano

Renzi in elicottero a Preci, nel cuore della devastazione. Nuova scossa

2056890_renzi098123_jpg_pagespeed_ce_bb8wypkxe3A sorpresa, il premier Matteo Renzi e sua moglie Agnese sono arrivati nel pomeriggio attorno alle 15 a Preci, uno dei comuni della Valnerina maggiormente colpiti dal terremoto. Il premier ha incontrato l’arcivescovo Renato Boccardo, amico di Renzi e della consorte, e si è intrattenuto con i pochi sfollati rimasti nel borgo antico totalmente inagibile dopo la scossa del 27 ottobre. Dopo l’incontro con l’arcivescovo e i residenti, Renzi e la moglie hanno preso parte alla messa celebrata dall’arcivescovo e da don Luciano, parroco di Preci. L’altare è stato allestito all’aperto, cosi le panche, perché nessuna delle chiese della Valnerina è più agibile dopo l’ultimo sisma. A Preci si trova l’abbazia di Sant’Eutizio, uno dei più belli luoghi di culto della Valnerina. Rimasta intatta durante il terremoto del 1997, la chiesa del complesso è crollata dopo l’ultima fortissima scossa. Ma la distruzione parziale della chiesa non è stata provocata direttamente dal sisma, bensì dal crollo del cimitero sovrastante l’abbazia per la cui ristrutturazione e messa in sicurezza la curia era da anni in attesa di fondi. Il crollo di Sant’Eutizio aveva provocato una forte reazione dell’arcivescovo Boccardo che, rivolto alla soprintendenza, aveva parlato di “assurda burocrazia pronta a minare l’emergenza”. Alla domanda di Boccardo sul perché subito dopo la prima scossa di agosto non fosse stato messo in sicurezza il cimitero dell’abbazia di Sant’Eutizio, la soprintendenza aveva infatti risposto che nel decreto del Governo la messa in sicurezza non veniva indicata come un’emergenza non interessando direttamente grandi vie di comunicazione. Che, per ironia della sorte, in Valnerina neanche esistono.
——
Una forte scossa di terremoto è stata avvertita alle 8.56 nelle Marche e in Umbria. Il sisma, di magnitudo 4.8, a una profondità di 10 km, si è sentito distintamente anche ad Ancona. Sono in corso verifiche della Protezione civile.

«La scossa di stamani è stata fortissima, il maresciallo dei carabinieri mi dice che ci sono stati altri crolli in paese, e si vede del fumo». Così all’Ansa il sindaco di Ussita (Macerata) Marco Rinaldi. «È un calvario, non finisce mai», aggiunge. «Ieri sera sono sceso a Porto Recanati per incontrare i miei sfollati negli alberghi: la scossa me l’ha raccontata in diretta al telefono un allevatore. Ora cerco di andare su, ma le strade sono un disastro…».

«Una deformazione che si estende per un’area di circa 130 chilometri quadrati ed il cui massimo spostamento è di almeno 70 cm, localizzato nei pressi di Castelluccio». È quanto emerge da una analisi del Cnr-Irea delle immagini radar della costellazione Sentinel-1 sul terremoto del 30 ottobre che ha colpito le province di Macerata e e Perugia. Dopo l’evento del 30 ottobre, alle 7:40 ora italiana di magnitudo M 6.5, sono stati localizzati complessivamente oltre 1100 eventi sismici, segnala Ingv.
La terra trema anche in provincia di Firenze: alle ore 11.47 la rete sismica dell’Ingv ha rilevato un terremoto di magnitudo 3.1 localizzato nel comune di Castelfiorentino ad una profondità di 8 km. Il sisma è stato avvertito dalla popolazione, dei comuni dell’area dell’Empolese Valdelsa e della Valdipesa. Al momento, non si segnalano danni a persone o cose. Una ulteriore scossa di magnitudo 2.6 è stata registrata alle ore 11:50 nella stessa zona a 7 km di profondità. A seguito della scossa tellurica a Castelfiorentino, alla sala operativa dei vigili del fuoco di Firenze sono giunte alcune telefonate di cittadini che chiedevano notizie. È arrivata anche una richiesta di verifica per una crepa già esistente dopo il precedente sisma.

Paura anche nelle chiese del Maceratese dove questa mattina la scossa è arrivata sui banchi per la festa di Ognissanti. È stato puro terrore, con i fedeli che scappano ed hanno accalcato le uscite. I sacerdoti dall’altare: «Attenzione, non ostruire le uscite, muovetevi con calma». Molte messe nelle zone terremotate sono poi proseguite all’aperto, come della chiesetta di Saline a Penna San Giovanni in provincia di Macerata. Anche molti funerali in programma oggi si sono tenuti all’aperto, unico modo per sfuggire al terremoto senza fine.

Ti potrebbero interessare anche:

IMU/Mini-rata slitta a gennaio, domani si versa il saldo
Scuola, cinquantamila in piazza contro il governo Renzi
Catalogna caos, la guardia civil irrompe nei seggi : centinaia di feriti
Virus cinese: 132 morti, i contagi sembrano rallentare
Fede: "Mio arresto per evasione? Una cosa terrorizzante"
Berlusconi, dimissioni in tarda mattinata



wordpress stat