| categoria: Senza categoria, turismo

Norimberga, l’Imperatore e il Fürher

Heilig-Geist-Spital Nürnberg

Heilig-Geist-Spital Nürnberg


Dai monarchi eredi di Carlomagno alla Lancia Sacra “rubata” da Hitler. I mille volti della città del processo che mise fine alla Seconda Guerra Mondiale

C’è chi la vede come simbolo del Sacro Romano Impero perché qui ogni nuovo monarca doveva tenere la prima Dieta. Chi la considera la patria di Albrecht Dürer, il pittore che “importò” il Rinascimento in Germania. E chi la ricorda come sede delle adunate del Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler e per il celebre processo che mise fine a quella tragica stagione e chiuse la Seconda guerra mondiale. Norimberga è questo e molto altro. E’ una città dai mille volti, destinata a sorprendere e affascinare.
A dominare sul borgo medievale è il castello eretto dagli Staufer con la caratteristica torre rotonda e la cappella “doppia”. La fortezza è stato il fulcro del Sacro Romano Impero. Impero che, dai tempi di Carlomagno, si considerava erede della civiltà (e del potere) dell’Antica Roma. E che la Bolla d’oro dell’imperatore Carlo IV codificò quale monarchia elettiva, assegnando a Norimberga il ruolo di sede della prima assemblea che il nuovo imperatore doveva tenere dopo l’elezione, a Francoforte, e l’incoronazione, ad Aquisgrana. A raccontare i fasti del passato, dal 25 novembre al Museo Fembohaus, la mostra “Corona. Potere. Storia: uno sguardo su Norimberga”. Percorso storico interattivo anche al Museo nazionale germanico dove, fino al 5 marzo, resterà aperta l’esibizione “Carlo IV. Praga & Norimberga” promossa dalla Baviera e dalla Repubblica Ceca. Terre confinanti, Baviera e Boemia, spesso legate dalla storia e dal destino.
Nel tardo medioevo la città bagnata dal Pegnitz era una delle comunità più grandi e meglio organizzate d’Europa. Un teatro ideale per la rappresentazione del potere da parte dei sovrani. Nel 1423 Sigismondo, salito al trono, le affidò in custodia le insegne reali, la corona d’oro tempestata di gemme del Sacro Impero e la Lancia di Longino, l’arma con cui il legionario romano trafisse il costato di Gesù sulla croce. E che qui rimasero fino al 1806, per poi prendere la strada verso Vienna. Ed essere riportate “a forza” da Adolf Hitler, che immaginava il Terzo Reich come erede di quell’impero. Norimberga venne scelta nel 1927 dai nazisti per i congressi di partito. L’architetto Albert Speer disegnò allo Zeppelinfeld (il campo un tempo utilizzato per far atterrare i dirigibili Zeppelin) gli edifici, i piazzali e le imponenti tribune in pietra che facevano da sfondo ai congressi delle “camice brune” e che ora ospitano il Centro di documentazione sul nazismo. “Fascino e Terrore” è l’itinerario che si snoda tra i padiglioni per ricordare ciò mai più dovrà accadere. E per rammentare che proprio a Norimberga nel 1935 vennero promulgate le leggi razziali e iniziarono le deportazioni in massa degli ebrei, con la conseguente “arianizzazione delle proprietà”, e cioè la confisca dei loro beni. Dei 1.631 giudei internati nei campi di concentramento soltanto 76 riuscirono a sopravvivere. Non è difficile comprendere perché sia stato assegnato ad un artista ebraico, Dani Karavan, il compito di ricordare che Norimberga è ora la “città della pace e dei diritti umani”. E lui lo ha fatto incidendo i trenta articoli della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sui pilastri di fronte al Museo nazionale germanico.
Il ruolo centrale che la città ebbe durante il nazismo ha fatto sì che gli Alleati la scegliessero per fare giustizia dopo il conflitto. Nella sala numero 600 del palazzo di giustizia il 20 novembre 1945 si aprì il processo che portò alla sbarra Goring, Keitel, Hess, von Ribbentrop, Rosenberg e altri 15 gerarchi del Regime e che si concluse con undici condanne a morte, tre assoluzioni e pene detentive da dieci anni all’ergastolo. Gli scranni dove sedevano i quattro giudici del tribunale militare, i banchi dell’accusa, quelli della difesa: tutto è stato conservato alla perfezione e ora fa parte del Memoriale che, attraverso foto d’epoca, filmati e documenti permette di ripercorrere le tappe di quel processo, base per la costituzione della futura Corte penale internazionale de L’Aja. Il Memoriale e il Centro di documentazione sul nazismo sono i musei più visitati insieme alla casa di Albrecht Dürer. Il genio della pittura rinascimentale viveva e lavorava in un’abitazione ai piedi del castello, a pochi passi dal municipio e dalla chiesa dedicata a San Sebaldo, nata “cattolica” e divenuta caposaldo del protestantesimo con la Riforma propugnata da Martin Lutero. Ma basta attraversare la piazza dove si svolge il tradizionale mercato di Natale per trovare la cattolicissima Frauenkirke, dove vennero custoditi per secoli scettro, corona, la Lancia di Longino e le regalia imperiali, tra cui un frammento della croce di Gesù.
La capitale culturale della Franconia ha 515mila abitanti, ma il retaggio storico fa sì che ogni anno un milione e mezzo di turisti si fermino per almeno un week end e ben 31 milioni la scelgano per una gita di una giornata. Gli italiani sono il gruppo più consistente tra gli europei: 39.876 quelli che l’hanno visitata nel 2015, seguiti da inglesi, austriaci e svedesi . “I nuovi voli inaugurati dalla compagnia irlandese Ryanair per Roma e Milano sono destinati a far lievitare ulteriormente il numero dei turisti – spiega il console onorario d’Italia Gunther Kreuzer – A marzo decolleranno inoltre collegamenti diretti anche con Bari e Palermo. Un’occasione anche per scambi economici, visto che il 30% dei visitatori arriva qui per affari”. “Ryanair ha riconosciuto l’elevato potenziale offerto dalla regione metropolitana di Norimberga – spiega Michael Hupe, Managing dell’aeroporto Albrecht Dürer – Per la regione metropolitana di Norimberga è un grande passo in avanti. L’Italia settentrionale rappresenta il principale mercato estero della fiera di Norimberga e Roma una delle mete turistiche più amate”.
Nella vita culturale di Norimberga, il salto dalla tradizione alla modernità è facile. Audioguide interattive e minicomputer accompagnano il turista alla scoperta delle opere di Dürer, svelano i segreti del Saluto dell’Angelo di Veit Stoss, custodito nella chiesa di San Lorenzo, e della sorprendente Via Crucis realizzata da Adam Kraft nel cimitero di San Giovanni. E per chi è “allergico” alle nuove tecnologie non mancano visite guidate in costume d’epoca. Per poi fare un salto al Christkindlesmarkt, il mercatino di Natale più bello della Germania che richiama ogni anno più di due milioni di appassionati. Dove gustare i Lebkuchen, i dolcetti alle mandorle e zenzero, e il Drei im Weckla, il panino farcito sempre e soltanto con tre salsicce. Ovviamente fritte e da innaffiare con la birra. E’ considerato un portafortuna.

A.Za.

Ti potrebbero interessare anche:

I deputati a cinque stelle scoprono la routine parlamentare: una noia mortale
Caccia alle risorse per la manovra,tagli di spesa per 10 miliardi?
Salvini contestato a Napoli, rinuncia a parlare. "Sei tu la vera carogna..."
La Grecia ha rimborsato al Fmi il prestito da 485 milioni di dollari
CRISI/ Non solo cervelli in fuga, è il lavoro che va dove sta il talento
Libia, rientrati in Italia i due ex ostaggi italiani



wordpress stat