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Cibi scadenti a bambini e malati: sequestro da 1,5 milioni a Benevento per il servizio mensa

140651426-fb73fa74-f296-4cc7-a392-70f2602b0e50Cibi scadenti, avanzi dei pasti riciclati persino per più giorni. E’ una situazione sconcertante quella emersa nell’inchiesta della Procura di Benevento sul servizio mensa nelle scuole e in strutture sanitarie della città. Sotto accusa la società con sede nella zona industriale di Benevento, che aveva ottenuto l’appalto da comune e Asl.

Nei guai sono finiti il gestore e l’amministratore che stamane si sono visti notificare dalla Guardia di Finanza un sequestro preventivo di oltre un milione di euro, tra beni mobili, immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie.

Le indagini sono iniziate nel 2011: ai due indagati sono state contestate la frode in pubbliche forniture e la truffa aggravata ai danni della Pubblica Amministrazione, in relazione “a condotte illecite nell’erogazione del servizio mensa alle scuole primarie e d’infanzia di Benevento e dei pasti ai pazienti psichiatrici ed anziani ospiti delle strutture sanitarie dell’Asl locale”. Secondo quanto si legge negli atti, la Finanza avrebbe accertato un disegno “criminoso” finalizzato ad “aumentare i guadagni d’impresa, a discapito della qualità dei pasti in tutte le fasi di esecuzione degli appalti, violando palesemente le regole imposte dal capitolato contrattuale”.

Secondo la Procura, è emerso un “sistematico riciclo di cibo avanzato nelle scuole, in certi casi già addentato o non consumato del tutto”, che in seguito veniva destinato per la preparazione dei pasti serali agli ospiti delle strutture sanitarie che, in più occasioni, avevano segnalato
che le pietanze erano immangiabili, rifiutandosi di consumarla. La società avrebbe anche utilizzato grassi di scarto e rimasugli vari per la confezione di pasti liquidi a malati che si alimentavano con il sondino. Il tutto era attuato nella “totale noncuranza” che i destinatari del servizio reso fossero scolari in tenera età, anziani e malati psichiatrici, e quindi “categorie deboli, non in grado di far valere le proprie ragioni e diritti”.

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