| categoria: editoriale

La faccia dell’America che non ti aspetti

Sotto sotto i media italiani, quelli europei erano convinti che il risultato delle elezioni americane fosse scontato. Avevano pochi, una grigia Clinton rappresentava la continuità, niente scosse, le solite lobbies, nessun cambiamento sostanziale di linea. L’eversore, il becero, maschilista piacione Trump non poteva pensare di governare il paese più forte del mondo. E invece, quel che è sotto gli occhi di tutti è uno scenario diverso, l’America è diversa, è molto più vicina allo stereotipo del cow-boy, del marine, del Rambo prima maniera. Un po’romantica e un po’ spaccona. Non è quella scintillante di New York, né quella di Wall Street. E’ altro, quella del profondo Sud, del Far West. Donald Trump è ricco, ce l’ha fatta, è travolgente, aggressivo, prepotente. Sa farsi gli affari suoi, saprà anche farsi quelli della nazione. Porta con sé il sentire di una buona fetta di americani conservatori in tema di immigrazione, di terrorismo, di politica estera. Un modo muscolare di risolvere i problemi. Gli avversari se ne faranno una ragione, i repubblicani dovranno imparare a convivere con un loro esponente spurio, i democratici dovranno dimenticate i Clinton e cominciare a pedalare all’opposizione, il mondo intero dovrà farsi una ragione del nuovo corso. In Italia ha vinto Salvini, l’unico a tifare apertamente per Donald Trump

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