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Tivoli promuove “Le Vie dell’Acqua”

RIFIUTI:'SALVIAMO VILLA ADRIANA', QUI PIAVE DELLA LEGALITA' I quasi 100 chilometri di corsi d’acqua del fiume Aniene che hanno accompagnato 3000 anni di storia e di cultura di un territorio a due passi dalla Capitale come fil rouge di un percorso magico di storia, arte, natura e turismo slow e culturale. Le vie dell’Acqua di Tivoli divengono oggi un progetto di aggregazione territoriale grazie all’intesa raggiunta tra il Comune e le Comunità Montane del comprensorio Tiburtino, Prenestino, Sabino e della Valle dell’Aniene. “Tivoli è capofila di oltre 50 Comuni – spiega l’assessore alla Cultura e al Turismo Urbano Barberini – al centro del progetto Tivoli e le Vie dell’Acqua che affianca ambiti depositari di fattori storici, artistici e naturalistici di pregio, in cui alcune realtà più sensibili sono da tempo impegnate nella realizzazione di nuovi prodotti turistici e nella pianificazione di eventi innovativi. Tutti i dati confermano come la cultura dell’accoglienza turistica nel nostro territorio stia evolvendo con il concetto di fare sistema”.
Il progetto alcune settimane fa ha anche vinto il premio SwissTourism Award 2016 al Salone delle Vacanze di Lugano, con la significativa motivazione di “Città superba che conduce in un affascinante viaggio tra archeologia, storia, luoghi di culto, Patrimoni Unesco e paesaggi naturalistici senza pari”.
Nel dettaglio il progetto Tivoli e le Vie dell’Acqua unisce la Valle dell’Aniene, i Monti Simbruini, i Lucretili, i Sabini e i Prenestini, snodandosi attraverso proposte turistiche identificate in vere esperienze sensoriali, che spaziano dalle escursioni in montagna a paesaggi dagli scorci magici, fino agli incontri con la storia, con la spiritualità e con le meraviglie di monumenti secolari, per concludere con i sapori autentici di tipicità tradizionali prodotte con criteri biologici certificati.
Le Vie dell’Acqua, dunque, si ispirano ai 98 km del fiume Aniene che ha alimentato gli acquedotti, le ville storiche e le molteplici attività che si si sono diffuse sul territorio laziale per secoli e secoli, senza dimenticare il primato ottenuto dalla Centrale dell’Acquoria, dalla quale fu lanciata la corrente elettrica alternata che nel 1892 illuminò per la prima volta Roma.

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