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Giubileo, mons.Fisichella ringrazia le istituzioni ma non il Campidoglio

2095496_pckg_410147977353555805-20161122_jpg_pagespeed_ce_udpf-yc7le J’accuse del Vaticano a Giubileo ultimato e a Porta Santa murata verso l’operato del Comune. Una critica che abbraccia le ultime tre amministrazioni che si sono avvicendate in Campidoglio. È il silenzio a pesare più delle parole. La stoccata avviene con grande fair play ma la sostanza non muta. Il fatto è che in questi dodici mesi tante cose non sono andate come avrebbero dovuto nelle zone intorno a San Pietro: sporcizia, bande di balordi, degrado diffuso. Per non parlare, inoltre, dei tempi biblici per portare a termine la minima parte di opere messe in cantiere dal Comune da un anno e mezzo a questa parte. Sicché la gratitudine del Vaticano è tutta per il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per il governo, la prefettura e la Regione ma non per i sindaci Ignazio Marino e Virginia Raggi, né tanto meno per il commissario straordinario Paolo Emilio Tronca che si sono alternati in Campidoglio durante la preparazione e poi per lo svolgimento dell’Anno Santo.

IL DISCORSO
A togliersi qualche sassolino dalle scarpe è stato il delegato pontificio per il Giubileo, monsignor Rino Fisichella, presentando il documento papale Misericordia et Misera. «Un grazie va al Ministro responsabile della sicurezza del Paese che ha offerto un volto sereno e sicuro di Roma». E il Campidoglio, se lo è dimenticato? Silenzio. «Il mio testo parla chiaro», ha tagliato corto, rendendo così evidente la scelta di omettere l’amministrazione capitolina tra i ringraziamenti. Il grazie dell’arcivescovo si concentra sul Viminale per la questione della sicurezza. «A tutti i pellegrini è stata offerta l’immagine di una città sicura. Il Giubileo era iniziato sotto un attacco di violenza inaudita in Europa; la paura aveva fin dall’inizio scoraggiato molti a mettersi in cammino per raggiungere Roma. Con il passare delle settimane, invece, grazie a una fattiva opera di messa in sicurezza della città, i pellegrini hanno potuto vivere con tranquillità ed entusiasmo la loro esperienza giubilare». In questo senso, è il pensiero di Fisichella, «vi è stata una collaborazione vincente tra l’Italia e la Santa Sede che attraverso la Segreteria Tecnica, presieduta dal Prefetto di Roma, ha potuto garantire un corretto svolgimento di tutte le iniziative giubilari, soprattutto per i grandi eventi che hanno visto un notevole flusso di pellegrini». Fisichella ha continuato: «Un sincero ringraziamento va anche alla Regione Lazio per avere approntato un servizio di sanità e pronto soccorso all’altezza dell’evento non solo negli Ospedali ma anche durante ogni evento giubilare». Ma il Campidoglio? Fisichella sorride. Un silenzio eloquente, del resto basta affacciarsi fuori dalla sala stampa del Vaticano per vedere barboni che fanno la pipì negli angoli, tra mucchi di sporcizia, nugoli di venditori ambulanti e saltafile che molestano i turisti a volte in balia di butta dentro nelle pizzerie attorno, di venditori di catenine, africani che cercano di piazzare manufatti made in China. Questo è il degrado visibile. Ma dietro le quinte e le tensioni ci sono mesi e mesi di mancate risposte che il Comune, in quanto amministrazione e quindi uffici, non è riuscito a fornire. Un «vulnus» sottolineato, sebbene da un altro osservatorio, anche dal presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone. Una difficoltà di comunicazione, tra le due sponde del Tevere, sottolineata più volta in questi mesi nei vari tavoli tecnici.

LE REAZIONI
Con la sindaca Raggi a Parigi, è toccato al vice Daniele Frongia provare a rispondere alla Santa Sede senza però andare allo scontro. «Voglio ringraziare per l’ottimo lavoro svolto il gabinetto della sindaca, l’ufficio per il Giubileo e la polizia locale di Roma». Frongia ha poi sottolineato che la Protezione Civile di Roma Capitale ha dato «un apporto fondamentale al Giubileo con il suo personale e circa 7000 volontari impegnati». Più imbarazzato, ma attento a evitare l’incidente diplomatico, il capogruppo in Aula Giulio Cesare Paolo Ferrara. Il quale sulla mancata citazione di monsignor Fisichella ha glissato così: «Si sarà dimenticato, non ho idea perché non abbia ringraziato il Comune. Spero sia una dimenticanza: avremo occasione di chiarire».

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