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Viterbo, dove mettiamo i nuovi immigrati? La politica litiga

WANDA CHERUBINI

VITERBO- Si è riunito questa mattina, presso Palazzo dei Priori, il consiglio straordinario per fare il punto sugli immigrati nel Viterbese. La partenza è iniziata zoppa, visto che al primo appello delle ore 9,30, mancava il numero legale, con la maggioranza praticamente assente. Al secondo appello, fissato alle 10,20 e poi slittato alle 10:45, si è raggiunto il numero legale , ma il presidente del consiglio Ciorba ha chiesto subito un’interruzione per permettere la riunione della capigruppo, decisione a cui si sono fermamente opposti i consiglieri di minoranza Chiara Frontini, (Viterbo2020), Gianmaria Santucci(Fondazione) e Gianluca De Dominicis (M5S), che hanno presentato tre ordini del giorno sulla materia. Il sindaco Leonardo Michelini ha esordito dicendo che nessuno voleva precludere l’importanza di questo argomento e che, quindi, poteva avviarsi la discussione per poi arrivare alla capigruppo in modo da dare organicità al tutto.

“E’ il sistema Europa che sta lasciando l’Italia da sola”- ha commentato il consigliere ed ex sindaco Giulio Marini (FI) prendendo la parola e ringraziando i presenti – Sul campo che si sta allestendo alla ex Fiera sulla Cassia -ha proseguito Marini- hanno ‘toppato’ alla grande perché non si può mettere un campo in una struttura non autorizzata. Dovrà essere a tempo, massimo 90 giorni. Abbiamo poi intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare perchè si faccia chiarezza sui soldi spesi dal Ministero per questa struttura”.

La parola è poi passata a Chiara Frontini che ha iniziato ad illustrare il primo dei tre ordini del giorno presentati dalla minoranza.
“Vogliamo dire un no chiaro al campo profughi alla ex Fiera” – ha dichiarato “Diciamo no a mettere 60 persone costipate in container senza servizi e possibilità di socializzazione. Non possiamo eccedere nei numeri – ha aggiunto – perchè non possiamo gestirli. Possiamo contenere un numero limitato di persone, altrimenti la società si satura e neanche possiamo gestire per emergenza perchè tutto ciò è ordinaria follia. Il sindaco deve dire no a questo sistema basato sull’emergenza e su assembramenti che di umano non hanno nulla”.
“No ai container all’ex fiera perché si tratta di segregazione e non integrazione – conclude Frontini – Dimostriamo che l’amministrazione di Viterbo ha gli attributi, invece di prostrarci sempre, e che questo non è il modello di integrazione che vogliamo”.

De Dominicis ha poi illustrato il secondo ordine del giorno: “Non siamo contrari all’accoglienza, ma deve essere garantita in un certo modo. Non c’è più accoglienza diffusa, ma ghettizzazione. Il comune si deve opporre a queste situazioni che creano danno. La Prefettura deve interagire con le comunità locali per stabilire il modus operandi e la proporzionalità delle persone che vengono assegnate, in modo da evitare raggruppamenti e creare ghettizzazione. La Prefettura non può decidere da sola basandosi su privati che offrono i propri servizi.
Non possiamo non analizzare l’inefficacia delle politiche di governo con le comunità locali che devono sobbarcarsi problematiche che non possono gestire da sole. Bisogna analizzare possibili proposte per intervenire ed anche pensare alla concessione di beni e servizi per gli italiani che ne hanno bisogno, così da evitare tensioni.
Questo metodo d’accoglienza non ci piace. Il sindaco deve chiedere un tavolo permanente con Prefettura, comuni e associazioni per trovare forme di accoglienza diffusa, considerando che Viterbo ha già operato con le Sprar.
“Proponiamo – conclude De Dominicis – presso il Ministero di dare proposte che vadano a modificare le politiche nazionali”.

“C’è confusione sul tema da parte delle istituzioni” – ha aggiunto Santucci presentando un altro ordine del giorno, il terzo,insieme a Micci. “Non si può aspettare che un problema sociale diventi un problema di ordine pubblico.
Non si può pensare che chiunque si improvvisi esperto di accoglienza. Bisogna fare chiarezza sulla vicenda della ex fiera: il 1° gennaio finiranno i lavori e scadranno i contratti di affitto. Cosa succederà?
Si pensa che l’alternativa alla ex Fiera sia lasciare gli immigrati per strada come detto dal vice prefetto Grillo. Se non diamo accoglienza dignitosa quella diventa una bomba sociale di ordine pubblico.
Ad un metro e mezzo dal container c’è una rete, a tre metri gli uffici…non è una situazione accettabile; finirà che ci saranno forze dell’ordine a piantonare a turni la zona.
Non possiamo consentire che i giorni passino e lì si crei un campo. Ragioniamo subito. Dal 9 febbraio quella struttura dovrà essere chiusa. Come finirà? Chiuderà davvero, scaduti i 90 giorni, o resterà aperta?
Il sindaco deve cogestire questa problematica – ha concluso Santucci – e far cambiare metodo alla Prefettura”.

Nell’intervento successivo, il consigliere Troili ha sostenuto che parrocchie e caserme dovrebbero ospitare gli immigrati. Poi a seguire gli interventi di Moricoli ed Insogna(Gal), che ha presentato una lettera aperta delle associazioni esordendo sarcasticamente di quanto sia “un po’ surreale parlare di fronte a 30 bottigliette d’acqua”,vista l’assenza di consiglieri in aula! Nella lettera, che metterà agli atti, le associazioni Kyanos, Arci Viterbo, Fight For Love, Centro Antiviolenza Erinna, Artitudine, Ram Dass, Perchè io segno e Casa dei Diritti Sociali, esprimono la volontà di fare rete per garantire un’accoglienza diversa basata sulla Carta della buona accoglienza, siglata lo scorso 18 maggio tra Ministero dell’Interno, Anci ed Alleanza cooperative sociali.

Dopo gli ultimi interventi in cui Buzzi (FdI) ha ribadito il suo no alla ‘ghettizzazione’della ex fiera e la De Alexandris ha sottolineato il dovere di tutelare le persone che si trovano nella problematica di essere tutelate, si è riunita la Capigruppo per approvare un documento unitario.

“Non credo che questa maggioranza volesse evitare questo consiglio” ha chiosato il sindaco. “Parte della maggioranza è impegnata fuori. Credo che il sistema migliore non sia concentrare persone nelle strutture; ci sono situazioni di emergenza che dovrebbero essere gestite meglio. Non è questo il modello per accogliere in maniera dignitosa questi immigrati. Dobbiamo parlare di dignità, consapevoli che il bersaglio non è il Prefetto, ma la situazione nasce da un sistema politico che va migliorato. Lo sviluppo economico non si fa con l’accoglienza. Noi siamo tra quelli che riconoscono la dignità dell’individuo, ma ci deve essere il rispetto delle quote. Dobbiamo favorire modelli che funzionano; lavorare su piccoli nuclei di 3-4 persone, il piccolo nucleo diminuisce il business. Dovremmo portare avanti questo discorso e mi fa piacere quanto scritto dalle associazioni. Io stesso ho proposto una convenzione tra Prefettura, imprenditori e Comune, in cui il Comune sia soggetto attivo. Non dobbiamo accogliere in base a pietà e compassione , dobbiamo avere le istituzioni che lavorino sulla stessa sponda”. Per la questione ex fiera, il sindaco ha ribadito la necessità di un ruolo attivo del Comune ed ha affermato la volontà di tornare su decisioni prese in fretta.

Tante belle parole, quindi e proposte, peccato che quando è terminata la riunione della capigruppo ed il consiglio si è nuovamente riunito per approvare il documento condiviso sull’immigrazione, mancasse ancora una volta il numero legale…

Domattina alle ore 9.30 si svolgerà la Terza Commissione, poi alle ore 11.30 la Quarta Commissione, dopo l’appello, con le proprie auto, andrà a fare un sopralluogo alla ex fiera.

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