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Referendum, stiamo passando il limite

Stiamo decisamente passando il limite, l’Italia dei “normali” assiste attonita ad una rissa mediatica, ad una battaglia politica furibonda e fuori da ogni logica. Lo scontro si è polarizzato, Renzi e il resto del mondo contro i grillini. Uno scontro senza esclusione di colpi, con toni elevati e spesso volgari. Uno scenario lontanissimo dal confronto politico di un tempo, esagitati i protagonisti, come Grillo e Renzi, carichi di tensione gli eventi. Palazzo Chigi, in un inestricabile pasticcio di ruoli gioca su tutti i tavoli, usa tutte le armi a disposizione. Martellando senza pietà, convincendo con blandizie, con minacce, con promesse. Inutilmente il Garante cerca di porre un argine. E meno male che il centro destra tiene un atteggiamento più civile e che alla aggressività di Salvini fa da contrappeso la moderazione di Berlusconi. Ma gli italiani entrano in tutto questo? A giudicare dalle forze in campo il “si” sembrerebbe avere più chanche, ma i sondaggi indicano tutti decisamente il “no”. La massa degli incerti e degli indifferenti è notevolissima. Non andranno a votare in molti, ma tanto il quorum non serve. Ma quel che infastidisce e preoccupa è la crescente insofferenza della gente nei confronti di un sistema che appare lontanissimo dai bisogni reali, di un mondo politico che si sta scannando, urlando oltre il limite, per un motivo che la massa non risconosce. Gli italiani non capiscono perché devono andare a votare e per che cosa. Non c’è una risposta semplice. Bisogna fare un atto di fede e riconoscere che il voto è pro o contro Renzi, pro o contro un governo e un modo di fare politica. E sempre più cresce l’indignazione di chi si chiede se sia veramente necessario mettere in croce e in stallo un paese per un obiettivo non determinante, non risolutivo almeno nei termini in cui viene presentato.

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