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AgCom: “Troppo Sì su Rainews24 e Skytg24. Mentre il TgCom è sbilanciato sul no”

– Troppo spazio al sì sui canali all news di Rai e Sky, troppo al no nelle trasmissioni di approfondimento di TgCom24. Il Garante per le Comunicazioni accerta una serie di squilibri informativi nei nostri telegiornali, tra il 14 e il 20 novembre, a proposito del referendum istituzionale di domenica 4.

Per questo il Garante (l’AgCom) ordina di riequilibrare. E la decisione è rilevante perché arriva con il voto unanime dei componenti di questo organismo presenti alla riunione (il commissario Martusciello non c’era). RaiNews24 e SkyTg24 avranno tempo una settimana per dare più spazio agli ospiti e alle ragioni del no, e così anche i programmi di approfondimento di TgCom24 rispetto al sì.

Il Garante invita anche ad un rispetto totale delle “pari opportunità” televisive negli ultimi giorni prima del voto. E a dare voce a tutte le singole anime che compongono il fronte contrario o favorevole alla riforma istituzionale, per non far parlare sempre le stesse persone.

I tempi stessi dedicati al tema referendario preoccupano l’AgCom, che sollecita SkyTg24. Il telegiornale della pay-tv – tra il 17 e il 30 ottobre – ha dedicato a questo argomento 8 ore e 11 minuti (cui vanno sommate le 8 ore e 48 minuti dei programmi di approfondimento). Questi tempi si riducono, stranamente, tra il 31 ottobre e il 13 novembre: 7 ore e 7 minuti nel notiziario, appena 3 ore e 16 minuti nelle trasmissioni di approfondimento. Per questo, ora il Garante ordina a SkyTg24 di aumentare gli spazi per questo tema.

Identico ordine per la Rai (che pure ha aumentato gli spazi sia nei telegiornali sia nelle trasmissioni, nei due periodi in esame).

L’AgCom ha anche esaminato la condotta dei notiziari sulla totalità dei temi di attualità, non solo sul referendum. Ma il solo Francesco Posteraro, uno dei quattro componenti, ha contestato la condotta delle testate, assolte da tutti gli altri.

Il 17 novembre, Antonio Martusciello aveva annunciato che non avrebbe più preso parte alle riunioni di AgCom in materia di “pari opportunità” televisive.

Per Martusciello, “la campagna sul referendum istituzionale è stata caratterizzata fin dall’inizio dalla stretta correlazione tra le tematiche referendarie e quelle politiche. Il che ha portato l’Autorità a decidere nel proprio regolamento di esaminare sia il tempo relativo al referendum sia quello complessivamente dedicato alla politica, al fine di monitorare l’effettivo rispetto dei principi di legge a presidio del pluralismo”.

“Il Garante, a mio avviso, non ha dato però seguito a questa impostazione con idonei provvedimenti. Per questa ragione, e per il discostamento dalla prassi che ha caratterizzato l’applicazione della legge nelle precedenti campagne, ho deciso di non partecipare più alle riunioni del Consiglio relative alla par condicio sino allo svolgimento del referendum”.

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