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Amanti diabolici, intercettazioni choc

MEDICO E INFERMIERA AMANTI DIABOLICI, ACCUSATI DI OMICIDI
Sembra destinato a salire il numero delle morti sospette in corsia oggetto dell’indagine dei carabinieri di Saronno (Varese), che ieri mattina ha portato all’arresto del medico anestesista del nosocomio cittadino Leonardo Cazzaniga e della sua amante, l’infermiera Laura Taroni, accusati di omicidio volontario.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Busto Arsizio (Varese), si starebbero ampliando: dopo la morte del marito della Taroni, di cui la coppia è accusata in concorso, e dopo i decessi di altre quattro persone secondo le accuse uccise dal medico in corsia, ci sarebbero altre possibili vittime del cosiddetto “protocollo Cazzaniga”. La Procura, infatti, contestualmente agli arresti di ieri, ha sequestrato copiosa documentazione relativa a tutti i casi di decesso gestiti da Cazzaniga in pronto soccorso negli ultimi anni prima dei quattro presunti omicidi di cui è accusato.

Non solo, gli investigatori stanno anche lavorando alla ricostruzione dei decessi del padre del medico (morto in ospedale mentre Cazzaniga era di turno) e della madre della sua compagna, con la quale la stessa aveva un pessimo rapporto.

L’avvocato difensore di fiducia di Laura Tononi descrive la sua assistita come “scossa e preoccupata” e annuncia di stare valutando “la richiesta di misure alternative, ma attendiamo l’interrogatorio di garanzia”. La donna al momento è detenuta a Como.

Le radici della drammatica vicenda emersa a Saronno sono da ricercare proprio nel torbido intreccio di un amore diabolico tra l’infermiera – che odiava il marito – ed il suo amante, un medico anestesista che applicava la sua etica della morte quasi sistematicamente nelle corsie di un ospedale, dove molti avrebbero saputo e taciuto. Le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce morti sospette tra i ricoverati e presunti omicidi in famiglia.

Una trama violenta che nasce dal rancore per la convivenza forzata in famiglia, a Lomazzo, piccola cittadina nel Comasco, e dal desiderio di liberarsi dai vincoli che impediscono una passione che non si contiene e diviene delirante. “Li vedevano tutti, erano stati sorpresi diverse volte a scambiarsi effusioni nei reparti”, raccontano i colleghi sentiti dagli inquirenti. Ma i due non si limitavano ad amoreggiare. Progettavano una morale della morte. “Secondo te potrei essere accusato di omicidio volontario? (…) Se si documenta che ho praticato l’eutanasia…io non sono neanche l’unico”, diceva all’amante in un’intercettazione. E lei: “L’eutanasia è un’altra cosa (…) cioè tu firmi e ti fanno un cocktail di farmaci (…) loro non riuscivano nemmeno a respirare”.

A fronte di questa passione sfrenata, la vicinanza quotidiana del marito 45enne “che pretendeva rapporti sessuali” e a cui la moglie “metteva dei medicinali nell’acqua per abbattergli la libido” doveva sembrare una sofferenza insopportabile ai due folli amanti. Laura viveva anche con i due figli di 11 e 8 anni, in una villetta su due livelli, una volta la casa padronale di una florida azienda agricola, e oramai solo una decadente abitazione.

Di fianco a loro, in una casa su tre livelli, ben tenuta, vivono invece i parenti dell’uomo che lei “odiava”, come si evince dalle intercettazioni. Cosi’ alla fine, prendendo ‘esempio’ dal protocollo di farmaci usato per la sua ‘dolce morte’ – conosciuto da molti colleghi come il “protocollo Cazzaniga” – è scattato il piano per eliminare il marito. Un progetto che prevedeva “del cardiotonico e dei betabloccanti nel caffè” giorno dopo giorno, contemporaneamente facendogli credere (grazie alla complicità di altri medici, ora indagati) che fosse molto malato. Lui alla fine è morto nel giugno del 2013 (la Procura ritiene che si sia trattato di omicidio) e allora il delirio si è spostato sui parenti superstiti e ha coinvolto anche uno dei due figli della donna in orrendi ragionamenti di morte.

“Papà non ha messo l’ipoteca sull’azienda ma sulla casa degli zii – diceva l’infermiera ai figli pensando alla successione e a come uscire dai guai economici – Prima c’è il nonno, poi ci sono io e la nonna Maria (deceduta per cause naturali, morte ora al vaglio degli inquirenti, ndR) quindi metà e metà”. “Ma poi la nonna Maria la facciamo fuori”, replicavano i ragazzi. “La Nene possiamo far fuori quando vogliamo e anche la zia Adriana”.

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