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EDITORIA/ Tra Stampa e Repubblica centomila copie di troppo?


L’ unica certezza è che il nuovo Gruppo Espresso, quello che si prepara a incorporare l’ ItEdi (Stampa e Secolo XIX ) qualcosa dovrà cedere: i giornalisti dei tanti quotidiani locali che rispondono alla società guidata da Monica Mondardini e presieduta da Carlo De Benedetti si chiedono a chi toccherà. La risposta definitiva arriverà tra circa un anno. L’ intreccio normativo è complesso, oltre all’ Antirust è coinvolta l’ Autorità per le comunicazioni (Agcom) che controlla le tirature.
È ancora presto, ma la stima che circola tra i soggetti coinvolti nell’ operazione è che il Gruppo Espresso post-fusione avrà circa 100mila copie di troppo per rispettare il tetto del 20 per cento delle tirature nazionali. Il problema si può risolvere in due modi: uno, tutto teorico, che da qui al 2017 le tirature del Gruppo Espresso scendano così tanto in rapporto ai concorrenti da tornare sotto il tetto. L’ altro, più realistico, vendere qualche giornale locale: i quotidiani della Finegil, però, sono tra le parti più sane del Gruppo Espresso.

E decidere, scrivono il vicedirettore feltri e tecce sul fatto, non sarà facile: in queste ore si parla della Nuova Sardegna, oppure del blocco dei veneti (Il Messaggero Veneto, La Nuova di Venezia, La Tribuna di Treviso, il Mattino di Padova), ma anche privarsi di un grosso giornale come Il Centro potrebbe permettere di scendere molto vicini alla soglia delle tirature prescritta dall’ Agcom.

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