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Gli italiani amano Mattarella. Il paradosso, cresce la fiducia in Renzi

Sergio Mattarella resta in assoluto il leader più amato dagli italiani. Secondo l’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli il gradimento del Capo dello Stato è salito di un punto raggiungendo il 60%. In rialzo di 2 punti al 38% Matteo Renzi, nonostante la sconfitta al referendum costituzionale e le dimissioni da premier. In terza posizione, ma in calo di un punto al 32%, Luigi Di Maio. Perde tre punti Beppe Grillo e scivola al 24%. Matteo Salvini invariato al 22%. Mentre cresce il gradimento di Salvini Berlusconi: +2 al 16%. Inquietanti gli ultimissimi sondaggi politico-elettorali segnalano un calo progressivo del Partito Democratico, un consolidamento del Movimento 5 Stelle e una ripresa della Lega Nord dopo la manifestazione di domenica scorsa a Bologna. Ma che cosa accadrebbe se davvero l’Italia andasse alle elezioni politiche con l’Italicum nella primavera del prossimo anno? Affaritaliani.it lo ha chiesto ad Alessandro Amadori, uno dei massimi esperti di sondaggi e tren elettorali in Italia.Le previsioni sono a dir poco clamorose. Considerando il possibile voto per il Parlamento nazionale nel mese di maggio del 2016, l’ipotesi più probabile è che il Partito Democratico di Matteo Renzi (e i suoi alleati centristi, da Alfano a Verdini), il Movimento 5 Stelle (con Luigi Di Maio candidato a Palazzo Chigi) e una lista unica di Centrodestra (Lega-NoiConSalvini-Forza Italia-Fratelli d’Italia e altri) siano appaiati intorno al 30%. Insomma, un’Italia tripolare e, quindi, chi andrà al ballottaggio (i primi due) verrà deciso per pochissimi voti, migliaia o addirittura centinaia. Sinistra Italiana, la nuova formazione nata sabato scorso a Roma, in questo scenario sarebbe all’8%. Mezzo punto percentuale per il Partito Comunista di Marco Rizzo, Forza Nuova e Italia Unica di Corrado Passera. L’altro 0,5% a liste minori e locali.Che cosa accadrebbe al secondo turno? Nel caso in cui al ballottaggio andasse il M5S favoriti sarebbero – secondo Amadori – o il Pd di Renzi o la lista di Centrodestra. Difficilissima la previsione se ci fosse invece una sfida tra i Democratici e il Centrodestra, con un leggerissimo vantaggio per l’attuale presidente del Consiglio.

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