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QUIVITERBO/ Tempo di bilanci, così cresce l’Università della Tuscia

dsc_0451di WANDA CHERUBINI

VITERBO – E’ tempo di bilanci anche per l’Università della Tuscia. Molte le novità che questa mattina il Rettore Alessandro Ruggieri con la vice Fausto e la direttrice generale Moscatelli hanno illustrato nel corso di una conferenza stampa presso il Rettorato. Il Rettore Ruggieri è partito dalla situazione didattica e della ricerca dell’ateneo. Nel primo caso ha spiegato come il monitoraggio degli iscritti, anche se non è ancora il dato definitivo, visto che le iscrizioni si chiudono il 31 dicembre e le lauree magistrali il 31 febbraio, è di 4661 universitari, a fronte dei 4473 dello scorso anno, quindi, con un incremento del 4,2 per cento. “E’ un buon dato – ha commentato il Rettore – Siamo una delle poche università in Italia che vanta un trend complessivamente positivo. Questo è il quarto anno in cui mi trovo a commentare questi dati. Vendendo un servizio di alta qualità come la formazione universitaria possiamo continuare a mantenere questo trend positivo”.

Sul versante della ricerca, inoltre, il Rettore ha ricordato come l’ateneo viterbese abbia vinto tre progetti europei e come abbia partecipato a diversi bandi regionali. Per la ricerca si è in attesa della valutazione del Ministero, ma l’aspettativa del Rettore è positiva.
Un grosso cambiamento annunciato è poi quello della costituzione di una biblioteca unica centrale, che verrà costruita nei locali sotto la basilica di S. Maria In Gradi. Presente, infatti, alla conferenza di oggi, il presidente del Cab, il prof. Enio Campiglia. Dal 1 gennaio tutte le biblioteche dell’ateneo saranno, quindi, trasferite al Rettorato. “E’ questo un ulteriore passo avanti nell’erogare servizi migliori agli studenti – ha affermato il Rettore Ruggieri- Finora aveva quattro biblioteche, unificarle significa anche razionalizzare i costi e la possibilità di tenere aperta la biblioteca unica anche di notte e nei giorni festivi. La realizzazione della biblioteca unica sarà effettuata con fondi dell’università per un finanziamento di 600 mila euro. “Si tratta di una cifra importante – ha sottolineato il vice rettore Fausto – La biblioteca unica diventerà un motore culturale importante non solo per gli studenti e la città, ma anche punto di riferimento nazionale ed internazionale. Gli studenti hanno accolto con entusiasmo questa unificazione, avendo così maggiori possibilità di integrazione tra di loro”.
Il Rettore ha poi riferito che nel 2017 l’università cercherà di portare avanti anche interventi di tipo strutturale per dare più spazi ed aule alla didattica. Altra novità, infine, la nuova app , Unitus Tap, scaricabile sia da Android che da I-phone, che permette agli studenti di accedere a tutti i servizi dell’ateneo online.”L’app è stata realizzata dai nostri studenti laureati, dopo aver fatto un bando. Ha vinto un gruppo misto”.

La direttrice generale Moscatelli ha, quindi, spiegato come per la dislocazione della nuova bibliOteca, questa verrà fatta dove prima c’era la falegnameria delle carceri: uno spazio molto ampio, su due piani, con un bellissimo soppalco. Moscatelli spiega come dapprima si era pensato di realizzare in questo ambiente la segreteria, ma poi, si è optato per la biblioteca unica dove gli studenti possono trascorrere meglio il loro tempo. “I lavori termineranno entro aprile ed il trasloco dei libri verrà fatto tra luglio ed agosto – ha precisato Moscatelli – Stiamo anche realizzando dei lavori alla foresteria per costruire un bar per gli studenti. Gli spazi lasciati dalle precedenti biblioteche saranno utilizzati sempre dagli studenti per il loro studio”. Riguardo al progetto biblioteca, inoltre, Moscatelli ha ricordato come all’origine vi erano due progetti: la realizzazione nei locali delle ex casermette al quartiere Paradiso, per il quale è stato anche sottoscritto un protocollo tra Comune, Provincia e consorzio delle biblioteche e l’altro progetto presentato lo scorso anno dalla Provincia per la realizzazione della biblioteca nella ex caserma dei vigili del Fuoco. Entrambi i progetti si sono, però, bloccati per mancanza di fondi. L’ultima idea è stata quella di realizzare la biblioteca nella basilica di S. Maria in Gradi, purtroppo lasciata all’incuria per mancanza anche in questo caso di fondi, con un progetto avviato e poi conclusosi, come si può prendere visione dallo stesso sito del Ministero dei Beni culturali, nel 2006. “La situazione in cui versa la basilica è triste – ha rimarcato Moscatelli – al suo interno è cresciuta una vera foresta ormai”.
Il percorso della biblioteca unificata parte da lontano – ha ricordato il prof. Campiglia – dagli anni 2000, quando ancora esistevano le facoltà ed ognuna aveva la sua biblioteca. Si è capito che ciò era limitante dal punto di vista delle risorse e dal punto di vista culturale. La bibliOoeca deve dare cultura. Nel 2000 è stato facile per il polo scientifico riunirsi in un’unica sede, più difficile per il polo umanistico, avendo quattro sedi. Di tempo ne è passato e si è cercato di fare passi avanti, grazie anche alle nuove tecnologie. Ci sono, infatti, dei totem, che sono supporti informatici attraverso i quali si potrà accedere a tutte le risorse elettroniche della biblioTeca centrale. Ci sarà anche il prestito cirColante, ovvero la possibilità di richiedere un libro e di averlo nel giro di un giorno presso la didattica di appartenenza. L’aggregazione poi degli studenti – ha rimarcato il prof, Campiglia – è una cosa importantissima. Speriamo che sia l’inizio di una grande biblioTeca non solo per l’università, ma per la città di Viterbo”.
Il Rettore ha, quindi, evidenziato il lavoro di censimento che è stato fatto e che ha pORotato a catalogare ben 200 mila libri. 68 mila sono quelli ancora da catalogare”.
Per quanto riguarda la possibilità di realizzare poi la Biblioteca recuperando la basilica di S. Maria in Gradi, il Rettore ha detto che la speranza e la volontà ancora ci sono, ma maNcano i fondi. “Bisognerebbe coinvolgere i privati in tutto ciò, ma la basilica è indisponibile finchè la Sovrintendenza non termina i lavori. Noi non abbiamo neanche le chiavi. Con il terremoto, infatti, i vigili del fuoco sono entrati visto che è venuta fuori una crepa che prima non c’era. Il Ministero dei Beni culturali nei progetti speciali aveva inserito anche la basilica, ma poi si è tutto bloccato dal 2006 per mancanza di fondi

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