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FRA NEBBIA E FALLI, L’ATALANTA FERMA IL MILAN

Tanta nebbia, poche emozioni e un punto a testa. La sfida di San Siro fra Milan e Atalanta è stata dura e tesa come si conviene quando ci sono in palio punti per l’Europa, ma alla fine lo 0-0 lascia più rimpianti ai rossoneri, perché con un successo sarebbero arrivati di slancio alla Supercoppa, sicuri di chiudere il 2016 al terzo posto. Un mezzo passo falso in cui, fra l’altro, non ha pagato la scelta di Montella di inserire Bacca e Niang solo negli ultimi dieci minuti in cerca dell’affondo vincente. Dopo due partite di fila perse giocando bene, Gasperini strappa un pareggio pesante con una prova non particolarmente esaltante ma efficace. Anche perché, fra i 15 italiani in campo, Caldara, Gagliardini e Conti dimostrano di meritare le attenzioni delle big, Milan incluso («Sono in linea con quello che pensiamo io e Berlusconi. Non saranno per gennaio, il futuro lo conosce Dio», ha sorriso Galliani). Ma è in generale tutta l’Atalanta a confermarsi pronta per sgomitare nella corsa all’Europa. I ragazzi di Gasperini mettono da subito una pressione forsennata al Milan, interrompendo quasi ogni azione avversaria a suon di falli, provocando l’ira di Montella. L’arbitro Massa fa arrabbiare entrambe le panchine, ma alla fine tiene ordine in una partita molto ruvida (27 falli degli ospiti, 20 del Milan) distribuendo 9 ammonizioni, senza incidere sul risultato. Montella preserva il diffidato Locatelli in vista della Supercoppa («Hanno scelto società e tecnico», spiega Galliani), e nel centrocampo rossonero non brillano né Bertolacci né Pasalic, sulla cui fascia l’Atalanta sviluppa la gran parte dei suoi attacchi, approfittando anche degli affanni di Antonelli, in campo dopo quasi tre mesi. Il Milan è costretto ad adeguarsi a una partita decisamente fisica, che si gioca soprattutto nei duelli a centrocampo regalando poche emozioni nelle aree di rigore. Almeno fino ai minuti di recupero del primo tempo, quando Donnarumma respinge un colpo di testa ravvicinato di Gagliardini e, sul ribaltamento di fronte, Antonelli colpisce il palo. I bergamaschi nella ripresa iniziano col turbo, mettendo qualche brivido a Donnarumma, ma dopo una dozzina di minuti iniziano a calare e il Milan prende in mano la partita. Bonaventura è il suo attaccante più pericoloso ma il gol non arriva. Mentre Gasperini si copre (Kurtic non prende affatto bene il cambio al 19′), Montella prosegue a contestare Massa e, dopo aver sostituito lo stremato Antonelli con De Sciglio (centesima presenza in Serie A), aspetta il 37′ per inserire Bacca (per Lapadula), a cui solo un salvataggio di Conti leva la gioia del gol. Non basta nemmeno l’ingresso di Niang al 42′ (per Bonaventura): come una settimana fa a Roma il Milan meriterebbe di più, ma a Doha contro la Juventus dovrà salire di livello.

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