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IL DRAMMA DELLA RECITA DI NATALE

Ogni genitore che si rispetti deve aver vissuto almeno una volta come un vero e proprio dramma l’assistere alla recita di Natale del proprio figlio in età da scuola elementare. In un attimo ci si ritrova a vivere nel modo più crudele possibile sintomi ed effetti di quella famosa regola che Dante nella divina commedia chiamava legge del contrappasso. Le regole che sovrintendono a tale perverso è sottile meccanismo sono le seguenti. Tra le cose più belle della vita c’è quella di vedere il proprio piccolo cucciolo che in autonomia ed insieme ai suoi compagni esprime la propria personalità i propri talenti più o meno nascosti sotto l’abile regia di insegnati ed educatori. Ma il prezzo da pagare per tale gioia è assai alto. Ecco come si sconta la legge del contrappasso: finalmente arriva il fatidico giorno della recita di Natale. Ci si prende un pomeriggio libero per godere delle imprese del proprio piccolo. Di solito la data è tra il 15 ed il 20 dicembre, di solito alle 16.30. Ci sono 5 gradi e una pioggerella gelida, alle 16 ci si trova in attesa davanti al portone del teatro della parrocchia dove si svolgerà la recita. Il fatto è che già tutte le mamme i nonni e parenti vari stazionano li dalle 15.30. Sarà un impresa entrare e prendere posto. Si apre il portone e parte la corsa alla occupazione delle sedie meglio piazzate per fare foto e video. La ferocia con cui ci si guadagna le prime file non ha eguali e gli spintoni sono l’arma preferita. Spesso se non si è sufficientemente aggressivi si resta in piedi di lato o in fondo alla sala. Inizia lo spettacolo e il vociare continuo non fa capire una sillaba pronunciata dai piccoli attori, e gli sciiii sciiii continui diventano l’unica colonna sonora. Ma ciò non basta. Tutti riprendono tutto in piedi con telefoni e tablet cossicchè sará impossibile vedere l’uscita sul palco del proprio figlio e non c’è verso di farli sedere quelli che riprendono tutto. È come se ignorassero la presenza degli altri genitori e il diritto di tutti di godere della gioia della recita di Natale. Alla fine della recita con il rompete le righe i bambini si riversano in sala verso mamme esaltate che urlanti lodano in modo spropositato i loro piccoli attori. Hanno ripreso tutto ma non hanno colto nulla della recita dei loro figli poiché sono state troppo impegnate a litigare con chi davanti o dietro reclamava la sua porzione di campo visivo. La recita è finita ma si resta ancora intrappolati nella sala ad ascoltare saluti auguri e complimenti alle maestre. È sempre lo stesso copione tutti gli anni uguale. E l’unico gesto vero e rivoluzionario rimane quello di chi invece di registrare tutto ogni minuto ogni secondo della recita di Natale cerca di cogliere le sfumature le emozioni, le incertezze o i progressi dei bambini perché il film dei ricordi e delle emozioni è impossibile da cancellare o da dimenticare come invece è facile fare con un semplice file.
Sandro Gugliotta

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