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Sanità, 500 assunzioni in tre anni: la richiesta della Asl di Viterbo alla Regione. Spiragli per molti precari

Sanità, si torna ad assumere. L’annuncio del presidente Nicola Zingaretti, dopo anni di blocco del turn over, segna un’inversione di tendenza: dall’anno in corso fino al 2018, verranno infatti assunte oltre 3.502 unità di personale in tutti gli ospedali del Lazio (di cui 600 già autorizzate nel 2016). Nello specifico, saranno 1.762 le nuove assunzioni e 1.740 le stabilizzazioni di precari, tra medici, infermieri e tecnici. È questo il punto forte del Programma operativo 2016-2018 della sanità del Lazio. La Asl guidata dal direttore generale Daniela Donetti ha richiesto da piano assunzionale 500 unità nel triennio. Richieste che andranno accettate dalla Regione in base al budget disponibile.
Nel piano della Cittadella per il 2016 sono conteggiate 126 assunzioni, di cui 41 stabilizzazioni. Nel 2017 ne sono previste 224 suddivise tra 174 bandi con riserva e 50 nuove assunzioni. Infine, per il 2018 la Asl ha stabilito 150 nuove unità di personale in pianta stabile (compresi 41 precari che verranno regolarizzati).

Richieste inviate nei giorni scorsi a Roma e che aspettano l’ok definitivo. Ottenuto quello, verranno indetti bandi con riserva e concorsi per gli atipici. La fetta principale delle nuove assunzioni secondo i piani della Cittadella spetterebbe agli infermieri, figure professionali particolarmente carenti negli ospedali del Viterbese, tanto che sono 150 le unità in più inserite nel piano delle assunzioni.

“Le assunzioni, insieme all’abolizione del ticket dal prossimo gennaio e agli investimenti – commenta il consigliere regionale del Partito democratico, Enrico Panunzi – non significano che tutti i problemi sono risolti perché c’è tanto da lavorare, a partire dalla riduzione delle liste d’attesa. Ma i Piani operativi, già approvati dal Governo, ci dicono che tanta strada è stata fatta”.

Più cauta la Cgil: “La direzione – spiega Antonella Ambrosini, segretaria Fp – è quella giusta ma questi provvedimenti non sono la panacea della sanità. Anche se venissero accettate tutte le richieste, saremmo ancora lontani dal recuperare tutto il personale non sostituito dal 2009 a oggi. La metà delle assunzioni, inoltre, riguarderà i precari che verranno stabilizzati. Quindi a livello di assistenza serviranno altre nuove forze per fare la differenza”.

Maggiore ottimismo in casa Uil con Lamberto Mecorio che commenta: “Dopo anni che il turn over è bloccato la giunta Zingaretti – sostiene – ha fatto dei passi in avanti riducendo il debito e aprendo uno spiraglio sia per il personale precario sia per tutti i disoccupati in possesso di titoli che stanno attendendo i soccorsi. Ora aspettiamo il decreto per attivare sia i concorsi riservati per ciascuna Asl sia quelli aperti a tutti”.

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