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IL FATTO/ In viaggio sulla “nuova” Salerno-Reggio Calabria: “L’hanno finita davvero..”

salerno_reggiocalabria1di Francesco Vitale
“A finiru piddaveru”(L’hanno finita per davvero): così ha commentato venerdì mattina una donna calabrese, mentre faceva colazione in un’area di servizio a Sala Consilina.Se ne parla tra i viaggiatori, quasi tutti in viaggio verso il sud, in occasione delle feste natalizie; quasi tutti abituati in questo periodo a percorrere un buon tratto della Salerno Reggio Calabria per poter tornare in famiglia. C’è Salvatore che quasi non ci crede, oppure Antonio che quei 55 anni di cantieri e sensi alternati li ha vissuti tutti, anche più volte in un mese, dovendo percorrere quel tratto di strada per lavoro. C’è anche un gruppo di giovani, molto probabilmente sono studenti fuori sede. “Se la strada è finalmente più libera potrò tornare a casa qualche fine settimana anche in macchina”, commenta Chiara, 22 anni. “Cantiere o non cantiere, per me il viaggio è sempre lungo”, aggiunge Giuseppe che con il suo tir dovrà arrivare fino a Villa San Giovanni. Più avanti si parla anche di politica tra chi è pro o contro l’ex Governo Renzi. Basta poco e si esce subito fuori tema. L’aria è festosa (fa anche freddo, ci sono tre gradi alle 9 del mattino): in poco tempo, ci si saluta, auguri per le prossime feste e il viaggio prosegue. In effetti, nessun cantiere. Strade libere e, davvero strano, traffico inesistente.

È quasi difficile riconoscere i punti dove si era costretti a procedere a passo d’uomo. Forse il viaggiatore più attenTo o abitudinario, noterà sull’asfalto le vecchie indicazioni (alcune non sono state tolte). Molte rampe di uscita sono state cambiate.Colpiscono positivamente i nuovi pannelli luminosi e informativi dell’ANAS, con messaggi-inviti alla prudenza e a seguire il nuovo sito internet www.guidaebasta.it (c’è anche una App). Belle le gallerie: quasi tutte illuminate a led. Quasi. Eccezione fatta per una galleria (prima del viadotto Italia), che per la seconda metà era completamente al buio.

Si può dire quindi di viaggiare a due e tre corsie su standard autostradali? Forse sì. Rimane ancora qualche varco aperto tra le barriere spartitrafico e il mistero dei limiti di velocità: in alcuni tratti campeggia ancora il cartello con il limite a 80, in altri 100; poco più avanti addirittura 120; no, fermi tutti: non si possono superare gli 80Km orari. Eppure la strada è tutta dritta. Gli autovelox sono aumentati. I pannelli luminosi in alto avvisano che Vergilius (il Tutor del Mediterraneo) è attivo. Conviene allora rallentare. Fa niente. Anche in viaggio si respira aria di festa. Peccato non poterla comunicare e condividere… almeno con il telefono. Già, perché in molti punti il telefono, come direbbe Bruce Willis, “non prende e non c’è fibra”. Pazienza, per questo bisognerà ancora aspettare.

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