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Gelo Usa-Russia, ma Putin sceglie l’ironia: auguri ad Obama

550x189x2167974_putin11_jpg_pagespeed_ic_rls1akjkz0Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto gli auguri di «buon anno» al presidente uscente Barack Obama e ai membri della sua famiglia «nonostante il fatto che l’amministrazione Usa finisca il suo lavoro in questo modo». Il riferimento è alle sanzioni Usa per i presunti hackeraggi durante le elezioni americane.
Putin ha deciso di «non espellere» i diplomatici americani in risposta alle espulsioni si Obama, fa sapere il Cremlino in un comunicato. La Russia si «riserva il diritto» di rispondere agli Stati Uniti ma non intende scendere al livello di una «diplomazia irresponsabile». ​

Putin ha poi espresso i suoi auguri anche al presidente-eletto Donald Trump e «a tutto il popolo americano», augurando loro «prosperità e benessere» e ha invitato «tutti i figli piccoli dei diplomatici Usa» al Cremlino per la tradizionale festa di fine anno.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, su Facebook, ha definito «una menzogna» la notizia diffusa dalla CNN secondo cui il Cremlino avrebbe deciso di chiudere la scuola angloamericana di Mosca. «Evidentemente la Casa Bianca è impazzita completamente e ha iniziato a inventare sanzioni contro i propri bambini». «CNN e altri media occidentali, citando fondi ufficiali americane, hanno nuovamente diffuso informazioni non attendibili», ha concluso.

Secondo la Cnn la chiusura della scuola (frequentata anche da bambini del personale d’ambasciata britannico e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalità) sarebbe stata la prima reazione alle sanzioni Usa. Chiuso, secondo Cnn, anche l’accesso alla residenza di vacanza dell’ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca.

Molti pensano che le sanzioni dell’amministrazione Obama contro la Russia mirino a «intrappolare» Donald Trump e a ridurre il suo margine di manovra: lo ha detto alla Cnn uno dei consiglieri del tyconn, Kellyanne Conway. «Sarebbe triste se la principale motivazione fosse politica, non è così che funziona una amministrazione pacifica nella nostra grande democrazia», ha aggiunto.

«Non penso che al culmine della guerra fredda questo Paese abbia espulso tanti agenti» segreti, ha proseguito. Si tratta della più consistente espulsione di diplomatici russi in Usa dal 2001, quando Washington cacciò una cinquantina di dirigenti russi accusati di essere stati in contatto con un agente dell’Fbi, Robert Hansseen, che aveva lavorato per 15 anni a favore di Mosca.

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