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Uvetta potenzialmente tossica: ritirate alcune confezioni nel Lazio, in Umbria e in Toscana

Attenzione all’uva sultanina: potrebbe contenere una micotossina pericolosa per la salute, l’ocratossina che può avere effetti tossici sull’organismo. L’allerta riguarda solo alcune confezioni di uvetta importate dall’Iran e distribuite nel centro Italia in punti vendita, mercati e supermercati del Lazio, di Umbria e Toscana, dalla “Corso Fruit Srl” che ha sede in località Cornacchiola a Canepina (Viterbo).E’ stata la stessa azienda (“Perfezionisti della frutta secca e snack” si presenta su Facebook) a ritirare volontariamente il prodotto segnalato dal sistema di allerta comunitario Rasff. Avvertendo direttamente i consumatori sull’home page del suo sito internet.
L’avviso in questione spiega in maniera chiara il motivo del richiamo: «Abbiamo provveduto al ritiro dal commercio di alcuni lotti di un prodotto Uva Sultanina confezioni gr 250 -1 kg -10 kg a seguito di segnalazione da parte di fornitore di materia prima per presenza di contaminazione da ocratossina. L’azienda Corso Fruit Srl ha provveduto tempestivamente al ritiro del prodotto adottando la massima precauzione nel ritiro dagli esercizi di vendita. Precisiamo che questo richiamo si riferisce solo ai prodotti menzionati commercio e limitatamente ai lotti sottoelencati». Quindi la precisazione dell’area geografica: «Le zone di commercializzazione interessate sono Umbria-Lazio-Toscana». Infine le scuse ai clienti: «Ci scusiamo per l’inconveniente che vi abbiamo causato».

I lotti segnalati sono questi:
1240-0717, 1272-0717, 1290-0717, 1301-0717, 1374-0817, 1387-0817, 1435-0817, 1475-0817, 1628-0917, 1629-0917, 1630-0917, 5105.

Il tema della sicurezza alimentare è per fortuna sempre più al centro della tutela dei consumatori. Ed è un buon segno che siano le stesse aziende a segnalare casi di potenziale pericoli o rischi, anche se sarebbe ancora più auspicabile ci sia maggiore attenzione alla fonte. Ovvero che non si debba arrivare ai richiami. Che sono comunque importantissimi e devono essere sempre tempestivi. Tanto che il Ministero della Salute dal 1 gennaio ha inserito sul suo sito http://www.salute.gov.it/ all’interno dell’area delle News una sezione riservata ai “Richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori”.

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