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RETROSCENA/ Pd, Fi e quell’idea di accordo sulla legge elettorale

Ci siamo. Anche se non sono chiari ruolo e posizione del premier Gentiloni nello spazio geopolitico di Piazza del Nazareno (da un lato il quartier generale del Pd, dall’altro quelli di Mediaset con l’ufficio di Gianni Letta) si lavora alacremente. Da parte degli emissari di Matteo Renzi l’ offerta a Forza Italia per rompere gli argini e chiudere la “Grande intesa” c’è, potrebbe archiviare l’ epoca del maggioritario, anche se non del tutto. Per il Pd è l’ unica soluzione che può aprire la strada al voto anticipato. Il blitz che Matteo Renzi sta preparando avrebbe già un suo percorso di massima, gli sherpa dei due partiti sarebbero a buon punto, anzi, alla fase finale: il Pd accetterebbe la richiesta di Berlusconi di una legge proporzionale e di una soglia di sbarramento alta alla Camera, in cambio chiederà di inserire un piccolo premio di governabilità del 10 per cento, oltre ad un via libera a mettere fine alla legislatura (con il voto massimo a giugno), il punto che sta più a cuore a Renzi in questa fase. Si può fare? Chi potrebbe intervenire a sbarrare la strada all’accordo? Palazzo Chigi avrebbe il potere per condizionare la situazione?

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