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Thailandia, strappano la bandiera italiani: arrestati e obbligati a chiedere scusa in un video

2184574_bandierathai_jpg_pagespeed_ce_sgj1bg2m6fDue turisti italiani di 18 e 20 anni sono stati fermati dalla polizia thailandese per avere strappato delle bandiere nazionali, un gesto considerato estremamente offensivo e inaccettabile non solo dalla legge (come dal resto anche in Italia), ma anche dalla cultura locale. Contro di loro ora si è scatenata su Facebook una campagna di sdegno e odio. Tutto è successo a Krabi, una delle località preferite dal turismo internazionale. Il video dei due ragazzi che strappano le bandiere è stato diffuso su Facebook e YouTube, visto da centinaia di migliaia di thailandesi che hanno scritto commenti molto duri nei confronti dei due ragazzi. La polizia di Krabi, dopo il fermo, ha consentito ai due ragazzi di girare un video in cui chiedono scusa, spiegano che nel loro paese – l’Italia – «la bandiera non è così importante». Aggiungono (anche se in realtà parla solo uno dei due ragazzi): «Eravamo molto, molto ubriachi. Amiamo la Thailandia, amiamo i thailandesi, ma non conoscevano la legge. Vogliamo chiedere scusa». Scusa non accettate in rete, visto che il video ha avuto 170 mila visualizzazioni, oltre duemila commenti e tutti molto offensivi, non disponibili al perdono. Si legge in un commento (uno dei pochi che possono essere riportati, precisa il sito Bangkok Coconuts): «Come vi è venuto in mente di avere un comportamento del genere? La bandiera è il simbolo della Thailandia e del popolo thailandese, persone come voi non sono benvenute». Va ricordato che il reato di vilipendio alla bandiera è previsto anche in Italia. Tutto è successo alle 3.30 del mattino di sabato: i due ragazzi percorrono un marciapiede di Krabi diretti all’hotel, sono visibilmente ubriachi, vedono alcune bandiere appese su un muro. Uno dei ragazzi ne strappa una, l’altro lo imita e le getta a terra tutte. Per loro è solo (ma non è una scusante) un atto vandalico, non un insulto alla Thailandia, visto che rovesciano anche un vaso. La strada è buia e deserta e pensano che nessuno li stia vedendo. Ma alcune telecamere di sorveglianza riprendono tutto. Il video viene pubblicato su Facebook da un utente, Anake Saranath, che con una buona dose di enfasi definisce i due farang (stranieri occidentali) «animali» e invita gli altri utenti a rintracciarli. Si scatenano i commenti scandalizzati, offesi e irritati di chi vede il video: va anche ricordato che la Thailandia sta vivendo un periodo di lutto per la morte del re sul trono dal 1946. Interviene la polizia, rintraccia e arresta i ragazzi che ora rischiano prigione (in linea teorica fino a un anno) e multa (probabilmente sarà questa la sanzione finale).

La Thailandia è un paese molto tollerante, ma vi sono alcuni simboli che, come per la verita in molti altri paesi, non si possono in alcun modo toccare ed è bene saperlo prima di organizzare un viaggio: il re e la bandiera. Per lesa maestà, ad esempio, si rischiano molti anni di galera. Al cinema, prima di ogni film, viene proiettato un video con l’inno della monarchia, non alzarsi in segno di rispetto viene considerato inaccettabile anche per un turista strabierto.

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