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Ue, marcia indietro M5s: Grillo torna con Farage. Che “perdona” e detta condizioni

164239835-cc1c7773-d921-48c0-82c5-e45421b0bfc0Telefonata tra il leader M5s e il leader euroscettico di Ukip, trattative per tornare a formare il gruppo insieme dopo le porte chiuse dei liberali che si sono opposti all’alleanza già pre-siglata dallo Grillo. “Ma chi ha sbagliato paghi” impone Farage che punta il dito contro Borrelli e ridimensiona i ruoli M5s nelle commissioni. I commenti sul blog: “Abbiamo fatto una tripla capriola carpiata con doppio avvitamento…”M5s in Europa, dopo la figuraccia tratta per il piano B: quello che in sostanza chiede scusa a Nigel Farage, e lo convince a riprendersi indietro gli eurodeputati grillini stoppati dai liberali. Dopo la bocciatura inattesa da parte del gruppo liberale Alde dell’accordo spinto da Grillo-Casaleggio, ora la parola d’ordine M5s è ricucire lo strappo con il gruppo euroscettico Efdd, di cui fanno ancora parte formalmente, ma dal quale hanno votato per uscire e andare a rimpolpare le fila dei liberali dell’Alde, salvo poi essere ricacciati indietro dai duri europeisti. Secondo fonti dell’Ukip, il partito dell’indipendenza britannico attorno al quale gravita l’Efdd, i negoziati sono in corso a Bruxelles, e in mattinata ci sarebbe stata una telefonata pacificatrice fra Grillo e il leader dello stesso Ukip, l’euroscettico Farage.

Ma con il britannico “tradito”, già tra i fautori della Brexit, la trattativa sull’eventuale rientro non è semplice semplice. L’euroscettico Farage ora chiede infatti di “rinegoziare le condizioni” della permanenza dei grillini nel suo gruppo. Quali? Salta la vicepresidenza dell’Efdd, di cui oggi è titolare David Borrelli, fedelissimo di Casaleggio e negoziatore principale del fallito avvicinamento all’Alde). Inoltre, l’Ukip vuole riprendere il controllo dell’attività degli eurodeputati dell’Efdd in alcune commissioni europarlamentari, togliendo il ruolo di coordinatori del gruppo ai grillini. Questa è probabilmente la condizione più dura da accettare per il M5s, che aveva finora approfittato del sostanziale disinteresse degli eurodeputati dell’Ukip per le normali attività europarlamentari, al di fuori di quelle più importanti per affermare la propria posizione antieuropea.

Tra gli eurodeputati del M5s, in particolare, si teme la perdita del coordinamento delle attività del gruppo nelle commissioni europarlamentari Envi (ambiente) e Libe (la commissione sulle libertà pubbliche, che si occupa in particolare di diritti civili, giustizia e immigrazione). Si tratta delle commissioni in cui le posizioni politiche del M5s divergono di più da quelle degli euroscettici britannici. Ma si può anche presumere che l’Ukip chieda al M5s di assumere posizioni più euroscettiche (e non solo anti-euro) e più durezza sulla questione dell’immigrazione, e forse anche un maggiore coordinamento sulle altre questioni politiche (e quindi meno autonomia per il M5s). L’esatto contrario, insomma, di quello che Grillo voleva ottenere con l’accordo naufragato con l’Alde.

Farage, avrebbe anche stigmatizzato, senza farne i nomi, il comportamento, definito particolarmente scorretto, di due membri della delegazione del M5s durante tutta la vicenda del mancato accordo con l’Alde.

La telefonata del perdono. Nel colloquio telefonico tra Nigel Farage e Beppe Grillo prima della riunione del gruppo Efdd a Bruxelles, il leader di Ukip avrebbe detto di essere disposto a “perdonare” i 5 Stelle a patto che “le persone che si sono comportate male” paghino lo scotto. Il riferimento implicito va subito a Borrelli, già ieri nel mirino degli attivisti in Rete che ne avevano chiesto le dimissioni. Anche se Borrelli è considerato un fedelissimo di Casaleggio e quindi in posizione blindata.

Farage: “Ora avanti anche in Italia con il referendum anti-euro”. Il leader di Ukip, senza entrare in altri dettagli, ha comunque dichiarato che continuerà il lavoro con M5s per organizzare un referendum anti-euro in Italia, “che è parte del programma europeo dei Cinquestelle”.

Interessi comuni. Dal punto di vista strettamente “tecnico” e della convenienza economica, si ritiene che sia l’Ukip che il M5s abbiano un interesse comune nella permanenza dei grillini nell’Efdd. Il M5s rischia, se i suoi eurodeputati finissero fra i “non iscritti”, di perdere pressoché completamente la propria agibilità politica. Finire in questo limbo, per una delegazione di eurodeputati, significa avere un tempo di parola in aula praticamente nullo, totale marginalizzazione nei negoziati sulla legislazione e sulle politiche adottate dal parlamento europeo, ingenti perdite di risorse per l’attività della delegazione e tagli al proprio personale “tecnico” e dell’ufficio comunicazione.

Ma anche l’Ukip rischia di ritrovarsi nelle stesse condizioni, se dovesse implodere il gruppo Efdd, che senza il M5s avrebbe solo 27 eurodeputati di sette diversi stati membri. E’ sufficiente per rispettare le condizioni minime per la formazione dei gruppi politici all’europarlamento (almeno 25 eurodeputati da sette paesi diversi), ma non per garantirne la stabilità. L’esistenza del gruppo sarebbe estremamente precaria, come un castello di carte, e potrebbe dipendere interamente dai capricci di anche uno solo dei membri che consentono oggi, da soli, di “coprire” il numero minimo di sette paesi.

Nell’Efdd le delegazioni nazionali con un singolo eurodeputato sono addirittura cinque (con una tedesca, una francese, un lituano, un ceco, un polacco) e una sesta delegazione, quella svedese, ha solo due membri. Si può prevedere che, se lasciassero l’Efdd, per i 17 grillini partirebbe immediatamente la campagna acquisti da parte di altri gruppi (in particolare, si può immaginare, quello della destra xenofoba guidato da Marine Le Pen, di cui fa parte anche la Lega nord). Una campagna diretta ad attrarre l’uno o l’altro di questi “eurodeputati singoli”, magari con promesse di incarichi politici nel nuovo gruppo di appartenenza.

“Separati in casa”: Ukip e Cinquestelle, insomma, sembrano condannati a restare insieme dopo il “tradimento” dei grillini, per non perdere la casa. Ma a questo punto non si può escludere che almeno alcuni degli eurodeputati del M5s, rischiando la scomunica di Grillo e Casaleggio, decidano di aderire singolarmente ad altri gruppi (magari proprio l’Alde, o i verdi), o di andare nei non iscritti, per poter continuare a lavorare in condizioni migliori di quelle che si prospettano oggi con la “permanenza rinegoziata” nell’Efdd.

I commenti sul blog: “Ed ora Beppe cosa scriverai?”. “Adesso ci vuole una tripla capriola carpiata con doppio avvitamento per non considerare che abbiamo votato per uscire e non c’era scritto che…altrimenti si ritornava. Troppi cervelli cominciano a dare i numeri, avanti così, rimarremo io, te e le rose”, e anche: “Ragazzi abbiamo fatto una gran figura di melma e quel che peggio persa credibilità per le nostre azioni o alleanze future in Europa”. Sono tanti i commenti caustici sul blog di Beppe Grillo, ma ci sono anche i tifosi: “Accordo fallito ma non per colpa nostra! Ciò mostra quanto ci si può fidare dell’Europa, ma chiusa una porta se ne aprono 10 e la prossima sarà migliore. In alto i cuori col M5s!”.

Le reazioni. “Grillo canta a Farage: ‘ritornero’ in ginocchio da te, #Alde non e’ niente per me’. Era cominciata come una farsa, finisce nello stesso modo”. Cosi’ su twitter il senatore Pd Andrea Marcucci ironizza sulla marcia indietro del M5S in Europa, citando una canzone di Gianni Morandi. E Salvini punta agli attivisti delusi: “Continua la farsa 5 stelle, mi spiace per i suoi elettori. Alla faccia del voto popolare online, ecco l’ennesima capriola di Grillo che torna in gruppo con Farage. Ai tanti elettori ed eletti 5 stelle che hanno contattato me e la Lega in queste ore, assicuro che simili voltafaccia ed incoerenze su temi cosi importanti come euro e immigrazione noi non li avremo e non li permetteremo. Per loro le porte sempre aperte”.

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