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Cyberspionaggio, salta il capo della polizia postale

C’è gia una vittima illustre oltre ai 700 personaggi politici e istituzioni finiti nella rete di spionaggio via web dell’ingegnere nucleare Giulio Occhionero e di sua sorella Francesca Maria, una manager con un dottorato in chimica. Ed è Roberto Di Legami, direttore della polizia postale che ha condotto l’inchiesta sul cyberspionaggio. Il capo della Polizia Franco Gabrielli ha rimosso infatti Di Legami per non aver informato i vertici delle forze dell’ordine e l’allora premier Matteo Renzi. L’inchiesta, chiamata dagli inquirenti Piramid Eye e che potrebbe aver legami con quella passata sulla P4, era in corso da tempo.

La Polizia postale ha svelato un enorme sistema di hackeraggio, in corso da almeno 6 anni, contro politici, banchieri e vertici delle istituzioni. Nella rete messa in piedi dai due arrestati sono finiti gli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti, vertici di istituzioni come il presidente della Bce Mario Draghi e l’ex comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, religiosi come il cardinal Ravasi, enti come l’Enav e la Regione Lazio.

Oltre ai due fratelli romani fondatori della società Westland securities, è indagato anche un poliziotto è accusato di favoreggiamento. L’agente, in particolare, avrebbe dato notizie utili a Occhionero. Come scrive il gip Maria Paola Tomaselli nell’ordinanza cautelare “dall’attività di intercettazione emerge la sussistenza di una rete di contatti che consente agli Occhionero di acquisire informazioni riguardo il presente procedimento di cui Giulio, in particolare, voleva conoscere i particolari e influenzare l’esito”.

Nelle mani degli esperti della polizia postale c’è un database con oltre 18.327 username catalogati in 122 categorie, fra cui politici, affari e massoni. E ci sono anche migliaia di file cifrati che si proverà ad aprire superando le protezioni poste. I server in cui i due avevano immagazzinato le informazioni raccolte sono stati sequestrati negli Stati Uniti dall’Fbi. Tramite rogatoria verrà chiesto l’accesso al contenuto per capire con esattezza quanti e quali dati sono stati rubati ed il reale giro d’interessi degli Occhionero. Interessi che per il momento sono circoscritti alla vendita di informazioni anche all’estero o usate per ricatti personali.

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