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QUI VITERBO/ Terminato il restauro della basilica S.Maria della Quercia

di WANDA CHERUBINI

VITERBO- 200 mila euro, di cui 110 mila da parte della Fondazione Carivit. Durata quasi un anno. Sono i numeri dei lavori di restauro che hanno riguardato la basilica di S.Maria della Quercia, giunti ormai al termine. Il prossimo 21 gennaio, alle ore 16, presso la basilica stessa, alla presenza del Vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, ci sarà la presentazione di questi lavori di restauro con Giannino Tiziani, funzionario della Soprintendenza dei Beni storico-artistici del Lazio e gli intermezzi musicali dell’Unione musicale viterbese Ceccarini. Questa mattina, i risultati di un simile intervento sono stati illustrati dal parroco della basilica, don Massimiliano Balsi, dalla presidente della pro Loco di Viterbo, Irene Temperini, dal presidente della Fondazione Carivit, Mario Brutti e dal sindaco di Viterbo Leonardo Michelini.

Don Massimiliano ha parlato di un “intervento che ci ha aiutato a riscoprire il significato e la preziosità del monumento della basilica di S. Maria della Quercia. Il titolo dell’incontro del 21 sarà “Firenze a Viterbo”, in quanto molte opere all’interno della nostra basilica furono affidare al Sangallo, che, attraverso i Medici, aveva già lavorato presso le basiliche di San Lorenzo e Santo Spirito di Firenze, attingendo, quindi, a piene mani dal Brunelleschi”.

Don Massimiliano ha, quindi, illustrato i lavori di restauro che dallo scorso febbraio sono stati portati avanti all’interno della basilica, di cui, la maggior parte, finanziati dalla Fondazione Carivit. Ma ha prima voluto spiegarne il motivo: “Nell’800 furono fatti dei lavori di restauro dentro la basilica che avevano però lasciato un po’ cambiati gli affreschi – ha ricordato – Negli anni ’70 poi altri lavori hanno riportato all’origine la struttura, facendo però perdere gli elementi architettonici. Gli interventi principali, quindi, hanno riguardato il restauro e la ritinteggiatura di tutti gli intonaci (per una superficie di ben 3600 metri quadri), che si sono consolidati e riportati al loro colore originale, ovvero il bianco caldo rinascimentale, ritrovato nella parte del Coro. Accanto a ciò sono state ricollocate le cornici degli altari laterali. Negli anni ’80, i quadri restaurati

furono riposizionati senza le cornici. Si è anche provveduto a ricollocare gli imbotti delle cappelle laterali, rifatte in peperino per riportarle alla loro idea originale. Questi lavori sono stati tutti finanziati dalla Fondazione Carivit”.

Don Massimiliano ha, poi, elencato gli altri restauri effettuati, quali quelli relativi al pavimento della basilica ed alla sua lucidatura ed altri due interventi importanti: sul tempietto di Andrea Bregno, realizzato in marmo di Carrara nel 1480, opera di indubbio valore, tanto che alcuni studiosi hanno visto nel presepe sotto raffigurato la stessa mano di Michelangelo. “Nel 1485 i padri domenicani decisero di tinteggiare a foglia oro alcune parti. Nel 1800, però, quando si tolse la doratura, la sabbiatura staccò anche la prima parte del marmo che poi, con l’uso stesso delle candele, finì per prendere un colore giallastro. Il tempietto è stato così ripulito interamente e rincerato.

Altro intervento il restauro dei capitelli nella navata centrale e del Crocifisso ligneo, scoperto anch’esso essere di notevole pregio, provenendo probabilmente da Firenze. Infine, sono stati risistemati sugli altari laterali i quadri di maggiore pregio, riportando la Basilica alla sua antica linearità originale. Ricollocati, inoltre, due importanti affreschi originali: la Madonna in trono con il Bambino e la Madonna in trono con Sant’Antonio Abate. Questi ultimi lavori sono stati finanziati in parte dalla parrocchia ed in parte da enti e soggetti privati. Attualmente si sta restaurando anche una Madonna su tavola del 1518, mediante il finanziamento della Banca di Viterbo e l’intera basilica è stata illuminata a led.

Il presidente della Fondazione Carivit, Mario Brutti ha sottolineato come questo sia uno dei più consistenti interventi fatti dall’ente negli ultimi anni e come si sia fatto ricorso all’incentivo fiscale dei beni culturali, l’art bonus, che ha permesso di estendere la consistenza dell’intervento. “E’ stata la nostra una scelta di tipo civico, tenuto conto dei rapporti tra la basilica e la città – ha affermato Brutti – Siamo soddisfatti del lavoro svolto ed auspichiamo di poter essere presenti su altri interventi analoghi, mantenendo le compatibilità di bilancio, come abbiamo fatto per la basilica”.

Don Massimiliano ha poi ricordato come quest’anno ricorra il 700esimo anniversario dell’immagine della Madonna della Quercia ed il 550esimo del Patto d’amore con la città di Viterbo. “Riscoprire un tesoro culturale e sociale come la basilica è importante per la nostra città – ha proseguito- Accanto all’evento del 21 ci sarà anche una visita guidata, il 22 gennaio, alle ore 15,30, a cura della Pro loco di Viterbo. Inoltre, il 16 gennaio alle ore 18 ci sarà l’accensione del sacro Fuoco di Sant’Antonio e domenica 22 la S. Messa degli animali con la loro benedizione sul cortile. Il fuoco di Sant’Antonio rappresenta un patrimonio comune delle zone rurali”.

La presidente della Pro Loco di Viterbo, Irene Temperini ha, quindi, ricordato come la Pro loco in questi anni si sia occupata della riscoperta di alcuni luoghi importanti della città. “Lo scorso anno siamo stati alla Trinità – ha affermato – Ora sono due mesi che collaboriamo con don Massimiliano alla Quercia. Recentemente siamo stati a Firenze ed abbiamo potuto constatare come nelle due basiliche di San Lorenzo e Santo Spirito vi siano delle assonanze notevoli con la basilica della Quercia, anche se quest’ultima risulta più bella, perchè più luminosa e curata. Oltre alla visita guidata del 22, abbiamo deciso di tenere la basilica aperta tutti i fine settimana e riaprire il museo degli ex voto, un tesoro inestimabile che conta ben 206 ex voto in tavolette lignee, che vanno dal ‘400 all’800.”

Temperini ha poi annunciato: “Andremo il 1 marzo a recuperare una tradizione sospesa, ovvero il pranzo del Purgatorio che faremo all’interno del chiostro del Vignola, già aperto lo scorso Natale. Inoltre, con il presidente di S. Pellegrino in Fiore, Armando Malè, abbiamo deciso di inserire la Basilica della Quercia nel “San Pellegrino in fiore”.

Le conclusioni sono spettate al sindaco Michelini. “Sono molto onorato di avere queste presenze che danno un po’ di sale alla nostra città e ricordo che anche qui, a Palazzo dei Priori, ci sono affreschi sulla Madonna della Quercia che testimoniano questo attaccamento con la città. Riguardo all’intervento della Fondazione Carivit in questa opera di restauro vorrei rassicurare il dott. Brutti che non è assolutamente confessionale investire su una chiesa di tale importanza. Non dimentichiamo poi che la basilica della Quercia è il primo monumento nazionale riconosciuto dall’allora Stato Sabaudo. Infine, l’attenzione non è solo sulla città, ma anche sulla periferia. “Il 21 gennaio prossimo – ha annunciato il primo cittadino – verrà riportato alla luce lo stendardo di San Martino di Mattia Preti, che, dopo il restauro, tornerà a San Martino al Cimino, dove sarà esposto per circa una settimana.E’ importante portare avanti queste iniziative, che partono dal basso”.

Il sindaco ha poi rimarcato l’importanza dei sacerdoti, ricordando come verrà presto affrontato il tema della povertà a Viterbo insieme al Vescovo Fumagalli e come i parroci rappresentino un presidio importante.

La conferenza si è conclusa con alcune informazioni fornite da don Massimiliano in vista del Centenario della Madonna della Quercia: dalla seconda domenica di settembre 2017 alla seconda domenica di settembre 2018 si terrà il Giubileo straordinario. Ci sarà anche la Peregrinatio dell’immagine della Madonna in tutte le parrocchie di Viterbo, per proseguire poi a Montefiascone ed a Tuscania. “La basilica – ha sottolineato in conclusione don Massimiliano – non è proprietà della Curia, ma dello Stato italiano”.

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