| categoria: Scienza

LA RICERCA/Locomozione Bambini: importante la riabilitazione nei primi due anni

I ricercatori della Fondazione S.Lucia di Roma: “Soggetti tra i 2 e i 12 anni è come se facessero i primi passi”. Uno studio conferma la finestra temporale per limitare gli effetti negativi della paralisi cerebrale
Bambini con disturbi congeniti che ostacolano il loro normale sviluppo fisico o cognitivo, hanno bisogno d’interventi riabilitativi tempestivi, per sfruttare ogni potenzialità di miglioramento. Questa verità risaputa, che purtroppo non trova sempre una risposta adeguata a causa dei tempi di attesa per l’accesso alle cure, risulta ulteriormente confermata dall’ultimo studio realizzato presso la Fondazione Santa Lucia Irccs sulla locomozione dei bambini con paralisi cerebrale.

I ricercatori del Laboratorio di Fisiologia Neuromotoria, diretto dal Prof. Francesco Lacquaniti, e dell’Unità Operativa Complessa di Riabilitazione Estensiva Bambini, diretta dalla Dott.ssa Daniela Morelli, hanno recentemente pubblicato sulla rivista Frontiers in Physiology lo studio Immature spinal locomotor output in children with Cerebral Palsy.

Il gruppo di ricerca, guidato dal Dott. Yury Ivanenko, ha dimostrato una sorprendente similitudine tra i segnali nervosi di comando inviati dai motoneuroni del midollo spinale in bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni affetti da paralisi cerebrale e gli stessi segnali in soggetti sani, di circa un anno, che compiono i primi passi.

Registrando l’attività elettromiografica di 22 muscoli bilaterali e la cinematica del cammino nei due rispettivi gruppi, i ricercatori hanno osservato come molte caratteristiche del bambino che compie i primi passi sembrano restare inalterate nel bambino con paralisi cerebrale in età più avanzata. “Nel bambino che compie i primi passi – ci spiega il Dott. Ivanenko – la coordinazione intersegmentale degli arti inferiori e la traiettoria del piede durante il pendolamento sono ancora immaturi, ma il soggetto sano sviluppa nel giro di pochi mesi pattern maturi che poi andranno perfezionandosi negli anni successivi. Nel soggetto affetto da paralisi cerebrale, invece, questa maturazione nei tempi previsti non avviene e ancora anni più tardi il movimento del suo piede, la coordinazione inter-segmentale, il meccanismo del pendolo e la durata dei ‘burst’ muscolari ricordano quelli di un soggetto che compie i primi passi”.

Secondo i ricercatori quindi, considerato il periodo importante dello sviluppo del tratto corticospinale nei primi due anni di vita, l’esordio tardivo della deambulazione autonoma e la mancanza di maturazione della locomozione nei bambini affetti da paralisi cerebrale tra i 2 e i 12 anni risultano coerenti con l’ipotesi dell’esistenza di una finestra temporale decisiva per una corretta maturazione dei circuiti motori. “Se questa finestra si apre e si chiude entro i primi due anni di vita – osserva la Dott.ssa Daniela Morelli – è confermata l’importanza d’intensificare la terapia riabilitativa in questo primo segmento di vita del bambino”.

I primi anni di vita di ogni essere umano costituiscono una fase estremamente importante nella maturazione dei circuiti locomotori propri di una deambulazione tipica adulta. Vari disturbi della deambulazione sono stati investigati in numerosi studi condotti su individui con paralisi cerebrale, ma il modo in cui lo sviluppo dei pattern locomotori in uscita dai generatori spinali risulti in questi casi alterato rimane argomento poco analizzato, al quale lo studio dei ricercatori della Fondazione Santa Lucia Irccs ha voluto offrire un nuovo contributo di conoscenza.

Ti potrebbero interessare anche:

Bisturi contro l'epilessia, per varie forme fino 80% guarigioni
RICERCA/ Un campione di saliva per misurare il rischio di morte
Cellule programmate come un computer per combattere il cancro
Ottenuto il primo embrione artificiale, per studiare molte malattie
Marijuana, negli anziani potrebbe rallentare la degenerazione del cervello
L'Alzheimer si combatte giocando d'anticipo



wordpress stat