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I contratti del M5s? Lunedì il tribunale decide

L’attesa per la sentenza che potrebbe bocciare in un solo colpo tutti i contratti e le relative penali firmate da consiglieri e parlamentari cinque stelle è prolungata almeno fino a lunedì, perché l’udienza di ieri – presenti i soli giudici del collegio – è servita solo a concludere l’ istruttoria. Intanto, però, i Cinque stelle perdono un altro tassello importate: il sindaco di Chioggia rischia di decadere per un problema di incompatibilità e la città veneta potrebbe essere chiamata A tenere banco tra i Cinque stelle è però soprattutto la preoccupazione per la decisione del tribunale civile di Roma chiamato a valutare il contratto firmato dal sindaco Virginia Raggi, la sua indipendenza come eletta e la penale di 150mila euro che dovrebbe pagare se disobbedisse alle indicazioni del Movimento. La faccenda è tanto delicata che la presidente della prima sezione civile di Roma, Franca Mangano, ha deciso di presiedere personalmente il collegio. La decisione, però, sarà effettivamente presa soltanto lunedì prossimo e successivamente arriveranno pubblicazione e motivazioni. L’udienza di ieri è servita solo ad ascoltare l’istruttoria raccolta dal giudice Carmela Chiara Palermo e a valutare le memorie di tutti gli avvocati coinvolti nella vicenda. Difficile, dunque, fare pronostici. Tra i casi noti alle cronache toccati dal collegio, c’è sicuramente – ma parliamo di dieci anni fa – il caso dell’esclusione di Marco Pannella dalle primarie per la segreteria del Pd nel 2007. La giudice Franca Mangano, nel respingere il ricorso del leader radicale, citava l’articolo 49 della Costituzione e definiva «i partiti come sedi privilegiate dello sviluppo della persona e come garanzia di libertà». Ma le similitudini finiscono qui.
Tre, gli esisti possibili. Venerando Monello, l’avvocato e iscritto al Pd che ha firmato il ricorso, col sostegno della senatrice Monica Cirinnà, ha chiesto ai giudici di dichiarare Raggi ineleggibile, perché avendo firmato il contratto coi Cinque stelle non è libera di esercitare le funzioni di sindaco o, in alternativa, di dichiarare nullo il contratto e la relativa penale, ipotesi considerata più plausibile secondo alcuni costituzionalisti. La terza ipotesi è ovviamente che il ricorso sia semplicemente respinto.
Anche in Veneto il M5s è alle prese con un sindaco a rischio ineleggibilità: è Alessandro Ferro che sette mesi fa ha vinto le elezioni a Chioggia, in provincia di Venezia, con il 59,8% dei voti. Su di lui aleggia il sospetto che non potesse partecipare alla competizione elettorale, e che ora tutti i suoi atti siano nulli secondo l’opposizione, perché la sua società aveva un contenzioso aperto con il comune. In sostanza il non ancora sindaco Ferro è riuscito a subentrare nella gestione di una porzione di spiaggia demaniale aprendo uno stabilimento balneare grazie a una concessione della precedente amministrazione. Una società che gestisce la concessione demaniale confinante ha fatto ricorso al Tar per chiedere che quello spazio fosse assegnato con un bando pubblico. Ferro si è appellato al Consiglio di Stato insieme al Comune e nel frattempo sono successi due fatti: è stato eletto e i giudici amministrativi gli hanno dato torto. Ora, dunque, dovrà annullare la concessione che è stata fatta alla sua società. Ma gli avvocati che hanno seguito i ricorsi sollevano il dubbio: Ferro poteva candidarsi? E soprattutto una volta eletto perché non ha rimosso le eventuali incompatibilità o conflitti di interesse? Ferro infatti non ha abbandonato la società dopo la vittoria della scorsa primavera. Sulla questione ora potrebbe essere chiamato a esprimersi il prefetto. Lui, il sindaco, è tranquillo: «Io non sono parte in causa, la lite aperta non è mia ma della società, la sas di cui non sono legale rappresentante. Io sono socio accomandante, non l’accomandatario. Perciò è tutto regolare, però certo ora dovremo capire come gli uffici dovranno annullare l’atto, la concessione che il Comune ha fatto alla mia società». Una storia che ha fatto storcere parecchio il naso agli attivisti chioggiotti del M5s che non ne sapevano nulla.

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