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Slavina in arrivo sul Campidoglio?

Tanto tuonò che piovve. Non può piacere il modo informale in cui lo ha comunicato al mondo – il solito tweet – ma almeno questa volta non c’è possibilità di sotterfugio. A Virginia Raggi è arrivato un invito a comparire dalla Procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo. Lei ha informato Grillo e adempiuto alle regole del Codice di comportamento. Ancora il pasticcio delle mail e la presenza ingombrante dei due fratelli Marra. Il sindaco grillino si è messa nei guai da sola, e gli altri le sono venuti dietro. Una banda di apprendisti stregoni, si diceva all’inizio, ora viene da definirli boys scout. Inguaiano se stessi, il Movimento, ma soprattutto inguaiano Roma e i romani. Adesso che succede? Reggerà la difesa approntata preventivamente e tempestivamente da Grillo? Non deve dimettersi, Virginia, ma certo la sua posizione e quella della Giunta si indeboliscono ancora. Mentono, continuano a mentire, ad essere reticenti ed evasivi. Al punto da far rimpiangere le belle facce di bronzo (politico) del passato. Approvato con beneficio di inventario il bilancio, tutti i dossier aperti, senza il fiato necessario per cominciare a correre. Roma è ancora sgovernata, ma il Movimento non la forza politica e morale di realizzare la rivoluzione. La nuova primavera di Roma tarda e forse non verrà mai. Dalla sentenza della Consulta sull’Italicum in poi tutto potrà accadere in Italia e di riflesso a Roma. La slavina si abbatterà sul Campidoglio? Potrebbe anche non succedere niente. Il problema che porta la Raggi dai giudici è sostanziale, è giuridicamente rilevante, o ha una valenza soprattutto politica? L’opinione pubblica ne ha abbastanza di fascicoli che si aprono e si chiudono a Piazzale Clodio, vorrebbe – anzi pretende – qualche punto fermo, qualche certezza. Raggi fino a quando?

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