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Emergenza scuole, il dossier dopo il terremoto: «A rischio il 60% delle strutture»

Un’aula, un bagno, un terrazzo, la sala dell’archivio e un altro ambiente per danni al controsoffitto. Sono cinque gli spazi chiusi per motivi di sicurezza alla scuola Bonghi, in via Guicciardini, dove si registrano anche fessure preesistenti e nuove lesioni dovute all’ultimo sisma. Aule interdette pure negli istituti Vittorino da Feltre, in via Vittorino da Feltre, Mazzini, in via delle Carine, Trento e Trieste, in via dei Giubbonari, e Gianturco, in via della Palombella. Senza dimenticare nuove lesioni alla scuola Elsa Morante in via Alessandro Volta, fortunatamente chiusa da mesi per il crollo di un infisso. E fino ad arrivare al caso di scabbia nella materna ed elementare Martin Luther King, zona Giardinetti, dove da agosto i genitori protestano per degrado e incuria.

Emergenza nelle scuole romane. Gelo e scosse sismiche nelle ultime settimane hanno emergere le condizioni critiche nelle quali versano molto istituti. Ben più della metà, secondo l’Ordine degli Ingegneri di Roma. «Il 60/70% delle strutture scolastiche necessita di interventi di manutenzione – dice Francesco De Matteis, membro Commissione Sicurezza nelle scuole dell’Ordine – Da anni ormai mancano interventi, anche ordinari, per assenza di fondi. Si interviene solo quando cade qualcosa e lo si fa con tamponature. Questo determina una inevitabile mancanza di sicurezza, in tanti casi pure igienico-sanitaria».

Gli edifici dove la situazione è più grave sono quelli del primo municipio, perché, in molti casi, si tratta di palazzi storici. Il quadro che emerge dalla relazione presentata dal municipio stesso, primo a rendere pubblici i dati dopo il sisma, è preoccupante. Sono diciassette gli istituti nei quali sono comparse lesioni dopo l’ultimo terremoto, ventotto quelli che già presentavano fessure o cavillature. Si va da immobili storici ad altri di recente costruzione. Fessure diffuse compaiono sia su pareti e controsoffitto alla scuola d’infanzia ed elementare Badini, in piazza Sant’Alessio, e cavillature sono sia all’interno che all’esterno di asilo e scuola d’infanzia Biocca, in via Galvani. «Occorrono lavori di manutenzione straordinaria – spiega Jacopo Scatà, presidente Commissione Scuola del I municipio – in mancanza di fondi da parte del Campidoglio, il municipio può solo chiudere le aule e monitorare le situazioni. Capiamo i problemi di bilancio ma dal Comune serve impegno». Prossimi lavori ci saranno grazie a fondi regionali. «Tra un mese circa inizieranno nella scuola Elsa Morante, chiusa da tempo con i ragazzi spostati alla Cattaneo – prosegue – poi all’Umberto I e negli istituti Gianturco e Leopardi».

La situazione non è granché diversa in altre zone della città. Basti pensare ai tanti problemi di riscaldamento dopo la pausa natalizia, a causa delle tubature vecchie di decenni. Un caso per tutti, l’istituto Giulio Cesare, a Corso Trieste. Ma non solo. «Ad avere problemi – aggiunge De Matteis – non sono solo le scuole più antiche ma pure gli immobili recenti, costruiti spesso in economia. Qui la manutenzione è altrettanto importante e urgente». «Chiediamo al sindaco la creazione di un fascicolo per ogni scuola – dice Mario Rusconi, presidente Associazione Nazionale Presidi Lazio – in cui documentare situazioni di criticità e previsioni di intervento».

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