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“Giustizia al collasso”, allarme anche da Milano

L’amministrazione della giustizia “resta al collasso”: mancano magistrati e personale. E se la giustizia funziona male “si instaura un rapporto anomalo tra Stato e cittadini”. Niente giri di parole per il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso che, nel suo discorso per l’inaugurazione dell’anno giudiziario milanese, lancia un grido d’allarme al governo. “Pur apprezzando gli sforzi del ministro della Giustizia Andrea Orlando – scrive il pg – stando così le cose la giustizia resta al collasso per le vacanze degli organici del personale amministrativo”. Per questo, i vertici milanesi della giustizia invocano “un intervento urgente e serio del Governo per dare al cittadino la speranza che i suoi diritti siano riconosciuti in tempi ragionevoli”. Anche perché “quando si spegne la giustizia e si spezza il rapporto di fiducia fra istituzioni e cittadino, condizioni minime di convivenza civile, si mette a rischio la stessa libertà di un Paese e la sua democrazia”. Il ministro Orlando è in prima fila alla cerimonia.

Manca l’organico. La carenza di personale, ha spiegato la presidente della Corte d’Appello di Milano Marina Anna Tavassi, raggiunge punte del 40 per cento: “La situazione è assai critica, meno 15% di scopertura del personale di magistratura”, ma soprattutto “una situazone assai più critica quella del personale amministrativo, con una scopertura su tutto il distretto del 35%”. “Ma a fronte di ciò – aggiunge – si è riusciti a recuperare l’arretrato, il controllo delle giacenze, la riduzione dei tempi di durata, di tenuta nei gradi superiori di giudizio” e per questo Milano è in linea con “le sedi giudiziarie più virtuose” in Europa. Rincara il pg Alfonso: “A fronte di una crisi ormai cronica della giustizia, tutto ciò che rimane è un bando di concorso per l’assunzione di 800 assistenti giudiziari”.

L’elogio ai pm di Lodi che arrestarono il sindaco. Il procuratore generale ha elogiato i pm di Lodi che hanno arrestato nel 2016 il sindaco Simone Uggetti. Alla fine della sua analisi sulla situazione del lavoro delle Procure della Corte d’ appello, il procuratore generale si sofferma in particolare su un’inchiesta. “Encomiabile – dice – è stato anche l’impegno dei magistrati della procura di Lodi, a capo della quale è rimasta per diversi mesi Sara Mantovani, giovane magistrato che ha saputo dirigerlo con particolare capacità. Va segnalato, a tale proposito, il procedimento relativo a una turbativa d’asta, già in corso il dibattimento”. Non viene citato espressamente, ma il riferimento va all’ arresto del primo cittadino del Pd, Simone Uggetti.

Le mani della criminalità su Fiera. Nella relazione del procuratore generale, che traccia il bilancio dell’anno appena finito e getta le basi dell’azione per il 2017, un riferimento esplicito a una inchiesta che sta scuotendo il mondo politico e imprenditoriale milanese, quella su Fiera spa: le infiltrazioni di una “organizzazione criminale”, che avrebbe agito per “agevolare l’associazione mafiosa denominata ‘Cosa Nostra’, nei lavori di “Fiera Milano spa” sono un fatto “assai grave per la città di Milano”.

L’inchiesta sul sindaco. In prima fila, ad ascoltare le relazioni dei magistrati c’è anche il sindaco Beppe Sala. Proprio la procura generale ha deciso di prorogare per sei mesi l’inchiesta sulla ‘Piastra’ di Expo, in cui è indagato il sindaco (all’epoca commissario unico di Expo) per falso materiale e ideologico. E il pg Alfonso ha dedicato un passaggio del suo discorso proprio all’istituto della avocazione delle indagini, senza citare direttamente la decisione presa sull’inchiesta Expo che tante polemiche (politiche) ha portato: “E’ un istituto processuale mediante il quale il legislatore ha voluto dare concreta attuazione al principio dell’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale” che “serve a garantire l’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge e vale per tutti”.

Le infiltrazioni mafiose e la corruzione. Non solo estorsioni e minacce. Le organizzazioni mafiose infiltrate in Lombardia, “hanno fatto ricorso all’attività corruttiva per condizionare atti comunali”: lo afferma il pg Alfonso. ” Il metodo corruttivo – continua – non è una rinuncia al tradizionale metodo mafioso ma è una modalità più raffinata “. Il richiamo, quindi, è all’intera società: “Per contrastare il fenomeno della corruzione non può bastare l’attività repressiva ma occorre agire diffusamente sul piano culturale, per inculcare alle giovani generazioni il senso del rispetto della res pubblica”.

Concorsi miraggio per i giovani e per chi non è ricco. Il procuratore generale critica esplicitamente “il sistema vigente, che esclude dalla magistratura quei giovani che provengono da famiglie non abbienti che non possono permettersi di attendere in media cinque anni” per entrare in magistratura. Uno sbarramento di fatto che “è servito soltanto ad allontanare dalla magistratura giovani brillanti che hanno preferito indirizzarsi verso altre professioni piuttosto che aspettare il concorso: una discriminazione dal punto di vista sociale ed economico”.

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