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SCHEDA/ Operazione Ieo-Monzino, i protagonisti

Ricavi netti di 222 milioni di euro per l’Istituto europeo di oncologia che viaggia al ritmo di 16.780 ricoveri in un anno (con 292 posti letto autorizzati), 98 mln per il Centro cardiologico Monzino che di ricoveri ne conta 8.528 e di posti letto autorizzati 219 (dati 2015). Due Irccs molto attivi sul fronte della ricerca scientifica, che erogano anche rispettivamente circa 500 mila (l’Ieo) e circa 225 mila (il Monzino) prestazioni ambulatoriali. Sono alcuni dei numeri che descrivono il gruppo con base a Milano, cresciuto sotto l’ala dell’oncologo Umberto Veronesi, e diventato oggetto di una manifestazione d’interesse da parte di altri due grandi gruppi della sanità privata: l’Humanitas di Gianfelice Rocca e il Gruppo ospedaliero San Donato guidato da Paolo Rotelli. L’Ieo è nato nel 1994 con l’idea di costruire a Milano «un grande Istituto europeo – raccontava lo stesso Veronesi – che sia il faro, il punto di riferimento per l’Europa, dove si faccia ricerca più avanzata, dove i giovani vengono a imparare e dove soprattutto si pensi al futuro». Da questa visione, e dall’incontro dello scienziato con il banchiere Enrico Cuccia, vede la luce la realtà che oggi conta 20 soci di noti gruppi bancari, assicurativi e industriali. Il gotha dell’economia tricolore. Il Monzino nasce invece nel 1981 da una donazione del cavaliere del lavoro Italo Monzino, e dall’idea di Cesare Bartorelli, professore dell’università degli Studi di Milano, che pensò di creare un centro dedicato esclusivamente alla cura delle malattie cardiovascolari. Nel 2000 viene rilevato dall’Ieo. L’Humanitas è presente in Italia con 7 ospedali. La struttura capofila del gruppo è l’Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano, policlinico (accreditato da Joint Commission International), centro di ricerca internazionale e sede di insegnamento di Humanitas University, ateneo dedicato alle Scienze mediche. Le ultime acquisizioni messe a segno dal gruppo sono una struttura milanese, la San Pio X, con cui Humanitas ha potenziato la sua attività in ginecologia, e il presidio sanitario torinese Gradenigo. Operazioni che hanno portato a una crescita che si riflette nei dati 2016: 1.883 posti letto, 114 mila ricoveri, 767 milioni di euro di fatturato. Il gruppo è presente anche a Bergamo con Humanitas Gavazzeni, a Castellanza (Varese) con Humanitas Mater Domini, a Catania con Humanitas Centro Catanese di Oncologia, a Torino oltre che con Humanitas Gradenigo anche con Humanitas Cellini, ed è sul territorio anche con 8 centri diagnostici. Diciotto sono infine gli ospedali (fra cui i 3 Irccs Policlinico San Donato, ospedale San Raffaele e Istituto ortopedico Galeazzi) che compongono la galassia Rotelli, il Gruppo ospedaliero San Donato, fondato nel 1957. Totale posti letto: 5.169. E presenza nelle principali province lombarde – Milano, Monza, Como, Pavia, Bergamo, Brescia – alle quali si aggiunge Bologna. Il gruppo vanta un fatturato di 1,5 miliardi di euro, cura più di 4 milioni di pazienti l’anno e conta 15.230 collaboratori di cui più di 4 mila medici (4.128, dato 2015). E poi c’è l’attività di didattica universitaria e di ricerca scientifica con 308 docenti e ricercatori universitari, 2.976 studenti, 539 specializzandi, 1.600 pubblicazioni scientifiche all’anno e oltre 8 mila punti di Impact Factor (8.499, dato 2015).

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