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D’Alema si smarca e gioca in proprio, nasce “Consenso”

Non parla di scissione, ma certo qualcosa nel Pd deve cambiare. E D’Alema certo con Renzi non è disposto a patteggiare alcunchè. Andare al congresso, subito. Senza imboccare la strada del voto anticipato per ricompattare il partito. Altrimenti sarà «liberi tutti». L’ipotesi di una scissione interna al Pd è tutta nelle parole di Massimo D’Alema, che ieri ha parlato a Roma di fronte agli attivisti dei Comitati per il No al referendum. Lo show di D’Alema che ha lanciato il movimento “ConSenso” nell’auditorium di via dei Frentani – tempio laico della sinistra nel cuore del quartiere rosso di San Lorenzo – sembrerebbe confermare la spaccatura annunciata del Pd. La nuova creatura politica, battezzata ConSenso, non avrà dunque un tesseramento nazionale, «anche perché altrimenti saremmo tormentati e direbbero che vogliamo fare un partito», ha detto D’Alema. Che ha aggiunto: «I singoli gruppi devono raccogliere adesioni e fondi, per essere pronti alle evenienze». La minaccia, neanche troppo velata, di arrivare a uno strappo, sta tutta qui. Se Renzi dovesse tirare dritto sulla via delle elezioni in primavera, senza cambiare la legge elettorale e facendo a meno di un vero programma politico, allora le strade si divideranno.

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