| categoria: Roma e Lazio

VITERBO/ Continua l’Odissea delle ex Terme Inps. Tutto da rifare?

di WANDA CHERUBINI
Continua l’Odissea delle ex Terme Inps, lo storico stabilimento termale chiuso ormai da oltre 20 anni, in attesa di risorgere. Lo scorso venerdì il Comune di Viterbo ha avuto un incontro in Regione, in vista del progetto per il recupero dello stabilimento, che troverà in gara validi investitori. L’incontro in Regione con il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore comunale Antonio Delli Iaconi, ha stabilito di ricercare un consulente economico per poter procedere al piano di rilancio delle ex terme, mentre andrà avanti la procedura per il rinnovo della concessione dell’uso delle acque, dalla Regione al Comune di Viterbo, senza il quale sarebbe impossibile procedere con il bando, che scade proprio quest’anno.
Ma sembra che sia nato un nuovo ostacolo a questo iter, ovvero la necessaria Valutazione Ambientale strategica (Vas). Sarebbe proprio questo il motivo per il quale il famoso studio Piscopo, commissionato dal Comune all’università della Tuscia, per avere una mappatura di tutte le acque termali presenti in zona e, quindi, sapere il numero esatto di litri che ogni struttura potrà usufruire, comprese le ex terme Inps, non sarebbe stato ancora ufficializzato. Pare che qualcuno alla Regione Lazio vorrebbe farlo passare mediante la procedura Vas, che potrebbe durare anche fino a cinque mesi e ciò andrebbe a cozzare con il termine ultimo fissato dal consiglio comunale per la pubblicazione del bando di recupero dello stabilimento termale, ovvero il 31 marzo 2017.
Il Comune di Viterbo non vedrebbe di buon occhio il passaggio dalla Vas, che porterebbe a far perdere altro tempo, visto che per ottenere la Vas si potrebbero anche attendere il limite massimo di 150 giorni. Senza concessione poi, il piano Piscopo non potrebbe entrare in vigore e non si potrebbero, quindi, inserire nel bando i litri necessari per lo stabilimento ex Terme Inps.
Ma tutto dipende dalla Regione Lazio, nello specifico, dall’assessorato allo Sviluppo economico, secondo quanto dichiarato dall’assessore Delli Iaconi. Fatto sta che se la situazione non si sblocca lo sviluppo termale nella Tuscia resta ancora una volta in stand by e non solo per le ex Terme Inps.

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