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Perché le carte le dà ancora Napolitano

La politica italiana ha suo malgrado un grande vecchio, che ha fatto e disfatto i giochi nell’ultimo decennio e che ora, decisamente in pensione e con la veneranda età che si ritrova, continua a dare le carte, a disporre e suggerire le mosse dei suoi “protetti”. Deve essere considerato ben autorevole, se i media si sdraiano accondiscendenti davanti a lui e i leaders politici – almeno formalmente – abbassano la testa. Adesso dice autorevolmente che non si deve votare anticipatamente, che la legislatura deve finire il suo corso. Non è più un monito, non sta più a lui sciogliere o non sciogliere le camere, ma è come se lo fosse. Come se Mattarella si facesse da parte. Comandano in due? Napolitano difende ancora la sua creatura, e cioè Renzi? Ci si capisce sempre meno, le strategie si intersecano e si sovrappongono, non importa quel che è giusto, ma quel che conviene. E in questo solco Napolitano va giù spedito. Non parla Mattarella, parla lui. Del resto gode ancora di tanti di quei privilegi (inutili, ridondanti) che forse intuisce di non essere più presidente dal fatto che da quando è tornato a vivere nella sua abitazione nel cuore del rione Monti dalla finestra vede una Roma ben diversa. Per il resto dispone ancora e sempre di tutto – gratis – naturalmente. Scorta, macchine, telefoni, segretarie, uno staff di una decina di persone, uffici e appartamento in Senato. Come è accaduto per gli altri ex presidenti della Repubblica, naturalmente. Ma oggi quelle centinaia di migliaia di euro di spesa non potrebbero essere utilizzati altrimenti?

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