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PD/ Bersani: “Penso ad Ulivo 4.0 non ad un revival”

bersanisxUn nuovo Ulivo, nuovo di zecca; un Ulivo 4.0 moderno e adatto ai tempi. Pierluigi Bersani comincia a spiegare cosa ha in mente quando chiede a Matteo Renzi di convocare il congresso o qualche altra forma di verifica interna al Pd, minacciando altrimenti di creare una “cosa nuova”. “Quando dico Ulivo dico qualcosa che ha una solida cultura costituzionale e punta a mettere insieme la pluralità del centrosinistra. Non possiamo rassegnarci all’idea di un soggetto chiuso nel proprio campo”, spiega a cronisti che lo assediano in Transatlantico a Montecitorio. “Serve una pluralità che vada dalla sinistra radicale al civismo. Poi le forme in cui questa idea si potrà realizzare la troveremo. L’Ulivo che ho in mente non è un revival del passato, è un Ulivo 4.0”, dice l’ex segretario.

Un progetto che dovrebbe coinvolgere tutti i prodiani che si sono schierati contro Renzi, pezzi di mondo cattolico popolare che non ha mai digerito l’ascesa dell’ex premier. Un settore che ha come portabandiera la presidente della commissione Antimafia Rosi Bindi che potrebbe allargarsi fino all’ex premier Enrico Letta che sta alla finestra a Parigi. Dalle parole di Bersani sembra anche di capire il progetto si potrebbe allargare anche al movimento che si sta raggruppando intorno a Massimo D’Alema e alla nascente Sinistra italiana che a fine mese celebrerà il suo congresso costituente a Rimini. Sbocco quasi scontato visto che nel 1995 fu proprio D’Alema ad investire politicamente su Romano Prodi e l’Ulivo e che la sinistra che si riunisce a Rimini ha sempre avuto un rapporto privilegiato con l’Ulivo.

Bersani, invece apparentemente glissa, sul ramoscello di pace lanciato ieri dal presidente del Pd Matteo Orfini che ha proposto di celebrare le primarie in caso di voto anticipato. “Su questo – scherza l’ex segretario – non penso niente”. Però poi aggiunge che “in tutti i partiti che conosco io in Europa e nel mondo, quando si arriva alle viste della conclusione di un ciclo, si rende contendibile la linea politica. In casa Pd non possiamo arrivare a votare senza fare il punto. Se non si fa un congresso si faccia una cosa che assomigli a un congresso, che ci metta in condizione di discutere linea politica e leadership”. Linea condivisa da Roberto Speranza. “Ho letto positivamente l’apertura del presidente del partito Matteo Orfini – dice il deputato, uno dei leader della minoranza Pd – ma la strada maestra resta il congresso. Certo se ci sono le elezioni anticipate un problema si pone perché è impossibile andare alle elezioni politiche senza un confronto vero nel Pd”.

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