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AVEZZANO/ Destra, sinistra? Non si usa più, maglie nuove per la sfida elettorale

dipangrazioGli alleati del sindaco uscente Di Pangrazio e i suoi avversari hanno la stessa caratteristica: una disomogeneita’ di fondo ed una motilità che non offre garanzie agli elettori avezzanesi. I vecchi partiti sono scatole vuote, e il piccolo universo di liste civiche autorizza e consente mosse audacissime e inversioni a U repentine. La somma degli interessi non garantisce un successo sicuro. E allora un paio di playmaker storici possono fare la differenza

Di Giovanni Tagliapietra
Non c’e’ solo il problema del terremoto, non c’e’ solo l’ospedale, non c’e’ solo il tribunale, non c’è solo la crisi economica ad agitare le acque, a costituire un cocktail esplosivo. Ad Avezzano c‎i sono le amministrative. Complicate come solo in provincia può accadere e dall’esito incertissimo. Ci si raccapezza poco, come del resto accadeva quattro anni fa, in un incrocio di matrimoni e di addii politici. Le quattro emergenze appena suggerite sono ovviamente parte della campagna elettorale, ma in sostanza trovano tutti d’accordo, sia pure con qualche sfumatura. Gli effetti del sisma vanno ammortizzati, i controlli vanno fatti, i danni vanno riparati. L’ospedale? Va difeso con i denti, e’ presidio fondamentale della Marsica, il reparto di cardiochirurgia va difeso alla morte. Sul Tribunale una piccola vittoria collettiva e’ gia’ stata ottenuta, restera’ aperto almeno qualche anno ancora. Restano i collegamenti con la capitale e con la costa, croce di tutti gli avezzanesi e di tutte le amministrazioni comunali. E’ una guerra di logoramento. Neanche il sindaco uscente Giovanni Di Pangrazio ha fatto il miracolo. E lui i santi in Paradiso (pardon, in Regione), li ha davvero, a cominciare dal fratello Giuseppe, presidente del consiglio regionale (pd). Di Pangrazio c’è l’ha messa tutta, in questi anni, per Gestire un territorio e una amministrazione rissosi e complicati. La sua giunta fatta in partenza di alleanze di comodo, poco convinte, ha perso la meta’ dei suoi pezzi per strada; era del resto una maggioranza raccogliticcia buona per vincere all’epoca il ballottaggio con il candidato sindaco di centro destra. Ora il quadro politico e’ mutato, ma gli alleati di Di Pangrazio e gli avversari per le amministrative di primavera hanno la stessa caratteristica: una disomogeneita’ di fondo ed una motilità che non offre garanzie agli elettori avezzanesi. Centro destra e centro sinistra rischiano di essere scatole vuote, e il piccolo universo di liste civiche autorizza e consente mosse audacissime e inversioni a U repentine. La somma degli interessi non garantisce un successo sicuro. E allora restano quel paio di elementi ondivaghi che da sempre nel capoluogo marsicano fanno la differenza, governano preferenze, orientano categorie di indecisi. Come l’eterno Ezio Stati‎ (e la di lui figlia Daniela, gia’ assessore di Di Pangrazio e da lui fuggita a gambe levate), da sempre ago della bilancia. Politico storico marsicano di centro destra, passato su posizione intermedia ed autentico signore dei voti (di tessere ormai non si parla piu’). E’ stato alleato e avversario di tutti. Oggi non si capisce con chi fara’ gli accordi, quelli veri. E cosa chiedera’ in cambio. Lo trovi sorridente e sornione a sorseggiare l’aperitivo nel bar di fronte al.Municipio. Lui, pacioso e in carne, contro il segaligno, nervoso Gianni Di Pangrazio. Oggi alleati o avversari? I due fratelli Di Pangrazio, Giovanni e Giuseppe, mirano alto. C’è odore di elezioni, entrambi puntano a Roma. Avezzano è un buon trampolino di lancio, a saperla usare.

SCHEDA/

Tra questi nomi il prossimo sindaco?

Mettiamo in fila una serie di nomi. In questo momento la politica avezzanese, le manovre elettorali le stanno facendo loro, pochi partiti definiti, a destra e a sinistra, la vecchia Forza Italia, la nuova Noi per Salvini, l’outsider M5s. E poi una nuvola di movimenti, di sigle, di liste civiche, una galassia in movimento che vedrà aggregazioni all’ultimo o penultimo momento. E dunque citiamo in ordine sparso, senza un ordine alfabetico e senza una logica personaggi che si sono uniti e separati, alleati e poi avversari, una mappa destinata a mutare praticamente ogni giorno fino alle elezioni: Ezio e Daniela Stati, Emilio Iampieri, consigliere regionale, Ezio Stati, politico, Antonio Del Corvo, ex presidente della Provincia, Gabriele De Angelis, imprenditore ed ex assessore, Antonio Morgante, avvocato ed esponente del Movimento Idea, Andrea Gerosolimo, assessore regionale “ribelle”, Lorenzo De Cesare, Franco Colucci, presidente dell’ordine degli avvocati, Walter Di Bastiano, ex assessore regionale . E ancora Claudio Tonelli, consigliere comunale, e Felicia Mazzocchi, consigliere provinciale, Nazzareno di Matteo, imprenditore locale, Leonardo Cascere, avvocato, ex presidente della Camera penale di Avezzano, Maurizio Bianchini, coordinatore comunale di Forza Italia, Antonio Floris, ex consigliere provinciale (Fi), Mauro Di Benedetto e Marco Ciervo (Avezzano per la Marsica) . La prima candidatura ufficiale contro il sindaco uscente Giovanni Di Pangrazio è quella di De Angelis, suo ex alleato e membro della giunta. Destra, sinistra, non si sa. Tutti contavano di averlo dalla loro parte, Un altro ormai esposto è Floris, figlio d’arte, sicuramente nel centro destra. E il Movimento di Beppe Grillo? Cominciano a prenderlo in considerazione. Non c’è il nome, ma certamente sarà in campo. Dopo le vicende romane fa meno paura. Ma potrebbe portare via voti da ogni parte: il numero degli scontenti ad Avezzano cresce ogni giorno e in tanti soffiano soffiano sul fuoco. Gianni Di Pangrazio è sicuramente in difesa e ha contro una buona fetta dei media. Certi suoi maldestri tentativi di difendersi – dai 20mila euro per il giornale del Comune ai 15mila per la pubblicità istituzionale su un quotidiano – non gli hanno giovato e hanno prestato il fianco a critiche feroci

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