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TRUMP/ 2 – Nuove sanzioni contro l’Iran. Teheran annuncia «rappresaglia»

Pugno duro di Donald Trump sull’Iran. Il Dipartimento al tesoro americano ha infatti dato il via libera a nuove sanzioni per reagire al test missilistico effettuato da Teheran la scorsa settimana. Misure simili a quelle varate da Barack Obama nei mesi scorsi, ma in un clima totalmente cambiato e di grande tensione tra gli Usa e l’ex “stato canaglia”, con l’ayatollah Ahmad Khatami che ha accusato l’America di volere «la guerra con l’Islam». Intanto la Casa Bianca, a dieci giorni dalla visita di Benyamin Netanyahu, gela Israele: «La costruzione di nuovi insediamenti o l’ampliamento di quelli esistenti al di là degli attuali confini potrebbe non aiutare il raggiungimento della pace con i palestinesi».

Una svolta quasi a 180 gradi per il neo presidente americano, che finora con le sue posizioni aveva lasciato intendere uno strappo con l’era Obama e di fatto aveva incoraggiato il governo israeliano ad annunciare la costruzione di altre 5 mila nuove abitazioni in Cisgiordania. Il cambio di rotta sarebbe maturato nelle ultime ore dopo l’incontro (a margine del National Prayer Breakfast a Washington) con il re di Giordania Abdullah II.

E in concomitanza con l’insediamento al Dipartimento di stato del ‘realistà Rex Tillerson. Un Donald Trump, dunque, nelle ultime ore sempre più attivo (e spesso imprevedibile) sul fronte della politica estera. Con il portavoce Sean Spicer che ha anche annunciato una revisione («già iniziata») delle politiche verso Cuba. Con il capo del Pentagono John Mattis che nel suo primo viaggio a Seul ha lanciato un duro monito alla Corea del Nord. E con la neo ambasciatrice Usa all’Onu Nikki Haley che ha corretto il tiro anche sulla Russia: di togliere le sanzioni non se ne parlerà fino a che Mosca non avrà smesso di destabilizzare l’Ucraina e non avrà ritirato le sue truppe dalla Crimea.

Le sanzioni verso Teheran erano nell’aria, dopo la controversa affermazione di Michael Flynn, consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, che aveva detto di aver messo l’Iran «ufficialmente sull’avviso». Con Trump che ha accusato Teheran di «giocare con il fuoco»: «Non si stanno comportando bene…», ha avvertito anche oggi. I soggetti colpiti dalle nuove misure restrittive sono indicati in una lista che comprende 13 persone e 12 entità, alcune accusate di contribuire alla proliferazione di armamenti di distruzione di massa e altre per presunti legami con il terrorismo. Come funzionari e imprese con forti legami col corpo delle Guardie Rivoluzionarie, sospettate di avere legami con gli Hezbollah libanesi.

«Siamo indifferenti alle minacce provenienti dall’estero», ha commentato il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif che, usando toni meno infuocati di quelli di Khatami, ha replicato che l’Iran «non comincerà mai una guerra. Useremo le nostre armi solo per difenderci». Nonostante la tesi di Teheran però, le nuove sanzioni Usa non violano la storica intesa del 2015, perché non riguardano il nucleare ma solo il programma missilistico e i presunti legami col terrorismo dei soggetti presi di mira. Del resto non c’è alcuna prova che il missile sperimentato dalle autorità militari iraniane possa trasportare testate nucleari. Secondo gli esperti, è molto probabile che si tratti di missili balistici di medio raggio, come quelli usati da Pyongyang.

Esperta di torture. Sul fronte interno intanto è un caso la nomina a numero due della Cia di Gina Haspel, che nel 2002 diresse il centro di detenzione e tortura dell’agenzia in Thailandia, con almeno due detenuti sottoposti anche al ‘waterboarding’. Fa ancora discutere anche il bando agli immigrati, con i legali del Dipartimento di giustizia che hanno parlato di oltre 100 mila visti finora revocati. In Congresso invece cresce la fronda dei repubblicani contrari al muro, ‘rivoltà guidata dal senatore John McCain che contesta anche il costo dell’opera che – è convinzione – non sarà mai pagata dal Messico.

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