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Catalogna in piazza contro il processo “politico” all’ex presidente Mas

Nuova impennata di tensione sull’ indipendenza della Catalogna con l’avvio oggi del processo per ‘disobbedienzà all’ex-presidente catalano Artur Mas, incriminato per avere fatto celebrare un referendum consultivo il 9 novembre 2014 nonostante il veto della corte costituzionale di Madrid. Decine di migliaia di persone – 40mila secondo la polizia – hanno accompagnato il ‘President’ fino alla sede del Tribunale superiore di giustizia di Barcellona, in un mare di bandiere indipendentiste e fra grida di ‘Democrazia!’, ‘Indipendenza!’. Per il popolo secessionista la decisione della giustizia ‘spagnolà di processare Mas è una ulteriore provocazione. Prima di lui solo un altro ex-presidente catalano, Luis Companys, era stato costretto a sedersi sul banco degli imputati in un processo penale e politico. Era stato nel 1940. Ma Companys era stato giudicato da un tribunale franchista e fucilato. Un parallelo che infiamma la piazza, all’inizio di un anno cruciale per la Catalogna. Carles Puigdemont – il successore di Mas (che oggi ha accompagnato fino al tribunale) – ha promesso per settembre un referendum ‘verò. E se vincerà il ‘sì l’indipendenza. Per il governo spagnolo però sarebbe una mossa ‘illegalè. Il premier Mariano Rajoy ha fatto sapere di essere pronto a usare la forza per impedirlo. Mas, incriminato con le ex-vicepresidente e ministra Joana Ortega e Irene Rigau, non rischia il plotone di esecuzione ma una interdizione di 10 anni dai pubblici incarichi. La stessa pena rischia l’attuale presidente del Parlament Carme Forcadell, pure rinviata a giudizio per ‘disobbedienzà. «Oggi difendiamo la causa della democrazia » ha gridato alla folla, che cantava ‘Segadors’, l’inno catalano. In aula l’ex-President ha negato di avere disobbedito alla consulta di Madrid, che aveva vietato il referendum solo 4 giorni prima della scadenza. Tutto era già pronto, ha detto Mas, ma il governo catalano per evitare il conflitto dopo la sentenza aveva deciso di affidarne l’ organizzazione a 4200 volontari e di considerarlo consultivo. Il ‘president’ ha però rivendicato tutta la responsabilità politica per avere «posto le urne» e consentito al popolo catalano di esprimersi. Oltre 2 milioni di persone avevano votato, l’80% per il ‘sì all’indipendenza. I sondaggi danno i catalani divisi più o meno a metà. La Spagna però respinge ogni ipotesi di autodeterminazione. Madrid sottolinea che «nessuno è al di sopra della legge» e che Mas come qualsiasi altro cittadino deve rispondere davanti ai giudici. Ma per molti catalani è un processo ‘politicò. Ricordando che in un primo tempo la procura catalana aveva rifiutato di rinviare a giudizio il President. Il processo è stato imposto dalla procura di Madrid. «Molti di noi si sentono giudicati» con Mas ha detto oggi Puigdemont: «Volevano metterci in ginocchio, ma ci trovano in piedi». Il processo si chiude venerdi. Se sarà condannato Mas farà subito ricorso alla Corte di Strasburgo.

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