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Meningite, ventenne in morte cerebrale a La Spezia

LA SPEZIA, 5 FEB – Morte cerebrale per Gennaro Canfora, il barista-studente spezzino di 25 anni, colpito da meningite meningococcica. Da venerdì mattina lottava in modo disperato, poi le condizioni sono peggiorate fino ad arrivare a spengere il suo cervello, status che porta alla morte. I genitori, informati dell’epilogo tragico, hanno autorizzato la donazione degli organi. La morte cerebrale è stata dichiarata alle 16:07. Nella notte l’espianto. Il giovane non era vaccinato. Il caso del venticinquenne ha creato anche un effetto «psicosi» in città, con oltre cinquecento persone che tra ieri e oggi si sono recate all’ufficio igiene dell’Asl 5 per farsi prescrivere la profilassi antibiotica. Nelle prossime ore si conoscerà anche quale tipo di meningite ha ucciso Gennaro. La notizia che ‘Gennà non ce l’ha fatta si è diffusa sui social network. Messaggi di cordoglio, incredulità, disperazione. «È diventato un angelo» scrivono. «Morire così giovani non è giusto». «La vita strappa i fiori più belli». Il ragazzo, studente di scienze agrarie a Pisa e barista in un pub molto noto del centro della Spezia, è arrivato all’ospedale Sant’Andrea due giorni fa e le sue condizioni sono apparse sin da subito molto critiche. Ieri un primo bollettino medico, dopo gli esami effettuati dai medici della rianimazione, avevano confermato che non c’erano segni di miglioramento. Stamani le condizioni, verificate attraverso l’encefalogramma e dalla valutazione neurologica, hanno mostrato un quadro in peggioramento. Quel ragazzo «dal sorriso gentile», molto legato alla sua famiglia, il 30 gennaio aveva compiuto 25 anni. Aveva preso qualche giorno di ferie, ed era stato a festeggiare a Firenze. A lavorare non è però più tornato. Non stava bene. La situazione è precitata nella notte tra giovedì e venerdì. Da allora il giovane è rimasto attaccato alle macchine, in rianimazione, ricevendo le visite di parenti, amici e dei colleghi di lavoro. Che non lo hanno lasciato solo un attimo. Anche con foto e messaggi di speranza sulle pagine dei social. I colleghi si sono fatti fotografare davanti al pub con le tovagliette di carta utilizzate nel locale, che sono diventate dei cartelli. Con un pennarello nero hanno scritto ‘Genna ti stiamo aspettandò, ‘Genna stiamo pregando per tè. C’era anche l’assessore alle pari opportunità Patrizia Saccone con loro, che aveva scritto in un messaggio pubblico «Forza Gennaro, La Spezia è con te». Oggi sulla pagina del locale si moltiplicano i messaggi di dolore, sotto la foto che ritrae Gennaro sorridente con i colleghi.

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