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La volgarità gratuita di Libero? Un assist per la Raggi

Un conto è l’attacco politico, un conto è lo sberleffo, lo sfottò. Un conto sono il cattivo gusto, la volgarità gratuita. Non c’è bisogno di essere bacchettoni per provare un senso di disagio, di fastidio di fronte all’imbarazzante titolo che il quotidiano Libero ha dedicato a Virginia Raggi. Un doppio senso da caserma che allude all’intreccio (smentito con diversi livelli di convinzione) di rapporti sentimentali in seno alla Giunta grillina in Campidoglio e di scivoloni politici del sindaco. Diciamo senza girarci tanto intorno, ci hanno giocato in tanti, sparando a palle incrociate: Virginia (separata) aveva una relazione con il primo vice sindaco Frongia? E che rapporti aveva con il lucifero Marra? E con Romeo che le ha intestato la polizza vita? Che Roma si possa permettere di avere un sindaco che passa da una grana all’altra, da un pasticcio all’altro e che certo non brilli per trasparenza sono elementi acclarati. Ma il punto non è questo, e non sono nemmeno i complicati rapporti con i cronisti, con i media in generale. In questo caso si è passato il segno, facendo tra l’altro un favore non richiesto e non gradito a Grillo e ai suoi. L’attacco becero, volgare, irridente e sessista, la battuta da caserma sparata in prima pagina dal quotidiano milanese diretto da Vittorio Feltri (ma in questo caso è più facile che il pasticcio sia stato combinato dal pacchetto di mischia guidato dal direttore responsabile che oggi manda avanti il giornale per conto del capo) dimostra quanto possa essere stupida la categoria del giornalisti e dà ragione al Movimento Cinque Stelle che contro di loro combatte una battaglia senza esclusione di colpi. Che cosa farà l’Ordine, sollecito solo a chiedere insistentemente la quota annuale associativa? E quale potere ha effettivamente l’ordine? Mostrare solidarietà alla Raggi, alzare il grido di protesta, mettere in fila le dichiarazioni scandalizzate di tutti i politici di prima fila, della solita Boldrini e compagnia bella lascia il tempo che trova. Serve evidentemente altro. Non si scaldano più che tanto i direttori dei quotidiani, fanno finta di niente tanti giornalisti, che magari sotto sotto continuano ad ammirare il “coraggio” di Libero, la sua presunta goliardia. E chissà cosa pensa e cosa dice l’editore del quotidiano, pronto a furibonde litigate con il suo direttore (è accaduto spesso in passato) per prese di posizioni e titoli legati alla politica e/agli affari. A Roma la Raggi ha tutta la stampa contro, e quello che qualcuno ha definito “giornalismo spazzatura” magari dietro le espressioni fintamente scandalizzate ha creato anche un po’ di invidia nei confronto dell’autorevole collega che si può permettere tutto. E troppo dire e scrivere che un attacco a un politico ( e alla Raggi in particolare) può essere legittimo, talvolta addirittura doveroso ed eticamente e professionalmente giustificato, ma che non deve mai essere consentito di superare il limite della correttezza e del buongusto? Pasquino e le pasquinate erano tutt’altra cosa. E’ volgare la politica, sono volgari i politici, sottoporli a Daspo come e al posto dei tifosi sarebbe una giusta sanzione. La Roma politica e il Campidoglio sono diventati un bordello. Tutto condivisibile. Ma quando si arriva al livello di volgarità (gratuita) di Libero si è davvero toccato il fondo.E si passa dalla parte del torto.

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